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Emicrania e tempo di cura: al via “Mygraine Time”

Roma, 21 ott. (askanews) – Una patologia neurologica ad alto impatto clinico, sociale ed economico, capace di compromettere in modo significativo la vita di chi ne soffre. Nel percorso di cura dell’emicrania la tempestività è fondamentale: individuare precocemente i bisogni del paziente e scegliere la terapia più adatta consente di migliorare i risultati e restituire tempo di vita.

Per fare il punto sulle principali sfide nella gestione della malattia, alla luce dell’evoluzione scientifica, prende il via l’evento “Mygraine Time – Dare forma al tempo dell’emicrania”.

“Il nostro obiettivo non è solo quello di controllare il prossimo attacco, ma come clinici dobbiamo impegnarci ad avere una visione prospettica per cambiare questo decorso. Significa cambiare la traiettoria che ci porterebbe verso una difficoltà maggiore; agire tempestivamente per cambiare il decorso della malattia vuol dire davvero prendere in carico il paziente e guardare al suo futuro” ha dichiarato il Dott. Daniele Martinelli, Neurologo del Centro Cefalee e Neuroriabilitazione IRCCS Fondazione Mondino di Pavia.

“L’evoluzione degli obiettivi di trattamento del clinico si è evoluta di pari passo con le disponibilità delle terapie di prevenzione disponibili, passando dalle terapie non specifiche, come antiepilettici e antidepressivi, a quelle target specifiche come gli anti-CGRP. Ed è proprio grazie a queste nuove terapie, che hanno dimostrato un’efficacia e una tollerabilità anche sul lungo termine, che, parallelamente, gli obiettivi che il clinico si pone per il paziente che entra in ambulatorio sono diventati via via più elevati” ha aggiunto il Dott. Danilo Antonio Montisano, Neurologo del Centro Cefalee della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano.

Attraverso un approccio multidisciplinare articolato in sessioni frontali e workshop in piccoli gruppi, l’incontro analizza l’impatto complessivo della patologia.

“L’emicrania cronica rappresenta la forma più severa di emicrania: è quella in cui coesistono un meccanismo centrale di sensibilizzazione al dolore e un meccanismo periferico, che è quello che sottende il dolore emicranico vero e proprio. Ed è proprio per questo motivo che spesso, nell’emicrania cronica, è necessario combinare in una strategia sinergica terapie specifiche, come gli anticorpi monoclonali e i gepanti, che agiscono a livello periferico, con terapie di riposizionamento, che agiscono invece a livello centrale” ha concluso il Dott. Marcello Silvestro, Neurologo e Ricercatore dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli.

L’iniziativa rappresenta un’occasione di confronto per condividere esperienze, fare il punto sugli ultimi sviluppi della ricerca e ridisegnare una prospettiva di cura più consapevole, tempestiva e centrata sul paziente.