HomeAskanewsEx Ilva, la Corte d’Appello di Milano conferma lo stop agli altiforni

Ex Ilva, la Corte d’Appello di Milano conferma lo stop agli altiforni

Milano, 5 ott. (askanews) – Gli altiforni dell’ex Ilva di Taranto dovranno fermarsi dal 26 ottobre. La Corte d’Appello Civile di Milano ha rigettato la seconda richiesta di sospensiva presentata dai commissari dell’ex Ilva e da Acciaierie d’Italia contro il provvedimento che impone lo spegnimento dell’area a caldo. Una decisione che conferma lo stop agli impianti, mentre si avvicina il verdetto definitivo delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, atteso il 20 ottobre.

La richiesta di sospensiva puntava a mantenere in funzione l’area a caldo almeno fino alla decisione della Suprema Corte, evitando così l’avvio delle lunghe e complicate procedure di spegnimento prima del verdetto della Cassazione. Una prima istanza era già stata respinta dalla Corte d’Appello di Milano l’11 settembre scorso.

“Sono soddisfatto perché è il quinto verdetto favorevole che abbiamo ottenuto – commenta ad askanews l’avvocato Ascanio Amenduni, legale dell’associazione Genitori Tarantini e del gruppo di cittadini che ha promosso la causa civile a Milano per la tutela della salute e dell’ambiente contro l’ex Ilva -. Ci chiediamo a questo punto fino a quando la politica ignorerà questi verdetti, perché da queste cinque pronunce – tra cui quello fondamentale della Corte di giustizia dell’Unione Europea – arriva un messaggio chiaro: la salute ha un primato ormai assoluto sulla produzione industriale inquinante”.

“Resta un po’ di stupore, perché la politica ancora sembra non recepire questi messaggi e continua a incaponirsi sulla prosecuzione di un modello di produzione industriale che ha rivelato di essere pericoloso per la salute e la salubrità ambientali – sottolinea ancora il legale dell’associazione Genitori Tarantini – . Non è soltanto un fatto che riguarda l’Ilva, è un fatto che riguarda tutti gli impianti industriali inquinanti: la cura preventiva per la salute e la salubrità ambientale deve essere ben superiore a quella finora osservata, come dimostrano questi cinque verdetti favorevoli”.

L’ultima parola sul destino degli impianti dell’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto spetta alle Sezioni Unite della Cassazione che si riuniranno in udienza il 20 ottobre prossimo. “Finora ci siamo trovati di fronte cinque montagne, le abbiamo scalate tutte e siamo arrivati sulla vetta. Non ci illudiamo di niente, però continuiamo con la stessa convinzione”, assicura l’avvocato Amenduni che puntualizza: “Qualunque cosa deciderà la Cassazione, questa battaglia non sarà dimenticata, anzi deve essere un caposaldo per il futuro. Non dovevano essere dieci coraggiosi cittadini di Taranto nè la magistratura a determinare questa svolta che, prima di loro, doveva essere concepita e attuata da una seria politica industriale”.