Un voto che scuote la CDU
Non è più soltanto questione di percentuali elettorali. Dopo le sconfitte di Berlino e Meclemburgo-Pomerania Anteriore, la crisi della CDU investe direttamente il rapporto con l’AfD e la tenuta della Brandmauer, il «muro tagliafuoco» eretto dai partiti democratici contro ogni collaborazione con l’estrema destra.
L’episodio che riaccende lo scontro arriva dalla Sassonia-Anhalt, dove l’esponente dell’AfD Tobias Rausch è stato eletto presidente del Landtag con 48 voti. AfD e BSW ne disponevano insieme di 44. Nel segreto dell’urna sono dunque arrivati almeno quattro consensi da altri gruppi. Non è possibile stabilire da dove, ma il sospetto che alcuni possano provenire dalla CDU ha fatto scattare l’allarme.
Merz: incompatibile con i nostri valori
Del resto, lo stesso Friedrich Merz parla di «cesura storica» e manda un messaggio al proprio partito: «Chi dà il proprio voto all’AfD fa il gioco degli estremisti e distrugge credibilità. Con i valori del mio partito, la CDU, questo non è compatibile».
Il cancelliere non accusa nessuno, proprio perché il voto era segreto. Ma aggiunge che chi elegge un rappresentante dell’estrema destra alla guida di un Parlamento regionale deve «conciliarlo con la propria coscienza».
È un intervento che assume un significato particolare mentre dentro la CDU continua la discussione su come recuperare gli elettori passati all’AfD: inseguirla sui suoi temi oppure ricostruire una proposta autonoma di centro?
Günther: «Dovere del centro»
Daniel Günther, presidente dello Schleswig-Holstein e figura dell’ala moderata e centrista della CDU, sceglie nettamente la seconda strada. «Per noi vale senza eccezioni: nessuna collaborazione con gli estremisti di destra». Se qualcuno dell’Unione avesse votato Rausch, aggiunge, «non avrebbe agito secondo i valori dell’Unione».
Ma la frase politicamente più interessante viene subito dopo: «La politica di centro ha oggi più che mai il dannato dovere di risolvere insieme i problemi del Paese».
È qui che il caso della Sassonia-Anhalt supera i confini del Land. La CDU ha appena scoperto, con il tracollo nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, quanto profonda sia la sua crisi di Volkspartei (Partito di popolo). Günther indica una risposta: non attenuare la Brandmauer, ma rendere nuovamente credibile il centro.
Per Merz la questione diventa sempre più stringente: fermare l’AfD senza rincorrerla e ricostruire, nello stesso tempo, quel rapporto con l’elettorato che le ultime urne hanno mostrato drammaticamente indebolito.

