Home GiornaleHabermas, il linguaggio come fondamento della democrazia

Habermas, il linguaggio come fondamento della democrazia

Nel ricordo pubblicato da Die Welt, l’autorevole quotidiano tedesco, il ritratto di un pensatore che ha fatto della parola e della discussione pubblica il cuore della convivenza civile.

Con la morte di Jürgen Habermas scompare una delle figure più autorevoli della filosofia europea del dopoguerra. Nel ricordo pubblicato da Die Welt lo si definisce il Meisterdenker della Repubblica federale, cioè il “maestro del pensiero”, la coscienza critica che più di ogni altra ha accompagnato la maturazione democratica della Germania.

Per oltre mezzo secolo Habermas è stato insieme filosofo cattedratico e protagonista del dibattito pubblico. Non soltanto l’autore della teoria dell’“agire comunicativo”, ma uno dei rarissimi intellettuali capaci di intervenire con autorevolezza nelle grandi questioni del proprio tempo.

Un filosofo nella vita pubblica

Die Welt ricorda un episodio che riassume bene la sua figura. Nell’ottobre 2001, poche settimane dopo gli attentati di New York e Washington, Habermas ricevette a Francoforte il Premio della pace dei librai tedeschi.

All’inizio del discorso annunciò quasi con cautela che non avrebbe pronunciato una relazione «che polarizza, che fa alzare in piedi gli uni mentre gli altri restano seduti». Ma accadde esattamente il contrario. Alla fine tutta la sala si alzò per applaudirlo. Aveva detto, osserva il giornale, «tutt’altro rispetto a ciò che molti si aspettavano». Era uno dei momenti in cui la riflessione filosofica entrava  evidentemente nel cuore della discussione civile europea.

 

La lingua, materia originaria dellumano

Nel ricordo di Die Welt emerge con forza il nucleo del pensiero habermasiano. Per il filosofo tedesco «il linguaggio era l’Urstoff di tutto ciò che è umano», cioè la materia originaria della vita sociale.

Il linguaggio non è soltanto uno strumento per trasmettere idee. È la condizione stessa della convivenza. Solo attraverso il dialogo, il confronto pubblico e la forza degli argomenti può nascere una comunità politica degna di questo nome.

Da qui prende forma l’intero edificio teorico dell’“agire comunicativo”, che ha influenzato profondamente la riflessione contemporanea sulla democrazia.

Una parola conquistata

Il rapporto di Habermas con la lingua non fu soltanto teorico. Nato con una malformazione congenita al palato, dovette affrontare fin da giovane difficoltà nella pronuncia.

Per questo, nota Die Welt, parlare non fu mai per lui qualcosa di ovvio. La parola era «una capacità che doveva essere conquistata». Non solo un tema filosofico, ma una vera esperienza esistenziale.

Anche per questo il linguaggio divenne il centro della sua filosofia: la forma più alta della relazione tra gli uomini.

Leredità di un intellettuale europeo

Con la sua scomparsa si chiude l’epoca di uno degli ultimi grandi intellettuali pubblici del Novecento. Habermas ha attraversato le svolte decisive della storia tedesca ed europea, intervenendo nel confronto sul passato nazista, sul destino dell’Europa e sul ruolo della democrazia nel mondo contemporaneo.

La sua lezione rimane legata a un principio semplice ma esigente: la politica non vive della forza, ma della ragione. E la ragione, nella vita degli uomini, prende forma nella parola condivisa.

Per leggere il testo originale

https://www.welt.de/kultur/article255186012/juergen-habermas-gestorben-sprache-war-ihm-der-urstoff-alles-humanen.html