Roma, 5 lug. (askanews) – Gli auguri più significativi agli Stati uniti per il 250mo anniversario dell’indipendenza erano arrivati in anticipo, e da Pechino. Xi Jinping li aveva rivolti a Donald Trump il 14 maggio, durante il banchetto di benvenuto alla Grande sala del popolo, ricordando che il 2026 segna il quarto di millennio dalla nascita degli Stati uniti e congratulandosi con il presidente americano e con il popolo statunitense. Un messaggio calibrato, inserito nella cornice del disgelo diplomatico sino-americano, ma non accompagnato, almeno nelle comunicazioni ufficiali disponibili, da un nuovo intervento pubblico il 4 luglio.
Nel giorno del duecentocinquantesimo anniversario dell’indipendenza americana, la mappa degli auguri internazionali ha offerto una fotografia politica dei rapporti con Washington. Il caso più rilevante è stato quello di Mosca. Vladimir Putin non si è limitato a un messaggio scritto per Trump: i due presidenti si sono anche sentiti al telefono, in una conversazione che il Cremlino ha presentato come non puramente protocollare, ma “di lavoro” e “costruttiva”. Al centro, oltre agli auguri per la ricorrenza, sono finiti la guerra in Ucraina e le prospettive dei rapporti bilaterali. Secondo il resoconto russo, Trump ha legato la possibilità di una cooperazione più ampia con Mosca a una rapida soluzione del conflitto ucraino.
Da Kiev è arrivato un messaggio di segno opposto. Anche Volodymyr Zelensky ha parlato al telefono con Trump il 4 luglio, congratulandosi per l’Independence Day e ringraziando gli Stati uniti per il sostegno dato all’Ucraina, dai Javelin ai Patriot fino all’appoggio politico. Il presidente ucraino ha collegato la festa americana alla battaglia di Kiev per l’indipendenza e la libertà, sostenendo che la determinazione degli Stati uniti resta decisiva per arrivare alla fine della guerra. Zelensky e Trump hanno anche concordato di proseguire il confronto al prossimo vertice Nato ad Ankara.
Tra gli alleati occidentali, gli auguri hanno assunto toni diversi. Re Carlo III ha inviato un messaggio a Trump e agli americani, richiamando la trasformazione del rapporto tra Regno unito e Stati uniti: da ex potenze in conflitto a una delle alleanze più strette del mondo. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha celebrato i 250 anni dell’indipendenza come una ricorrenza fondata su valori condivisi e legami familiari transatlantici. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sottolineato l’indispensabilità del partenariato tra Germania e Stati uniti in tempi difficili. Dalla Francia sono arrivati gesti simbolici legati alla Statua della Libertà e all’amicizia franco-americana nata nel Settecento.
Anche l’Italia ha marcato la ricorrenza con un messaggio istituzionale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto a Trump gli auguri suoi personali e della Repubblica italiana al popolo americano, ricordando i principi di libertà, rappresentanza democratica, tutela universale dei diritti umani e ricerca di una vita dignitosa e felice. Mattarella ha anche sottolineato la necessità che Washington e Roma continuino a lavorare insieme, nell’Alleanza atlantica e nei consessi multilaterali, per pace, sicurezza e prosperità.
Fra i partner dell’Indo-Pacifico e del mondo anglosassone, Narendra Modi ha presentato gli auguri a nome dell’India, auspicando che i prossimi 250 anni portino agli Stati uniti maggiore pace e progresso e rilanciando la partnership indo-americana. Canada e Australia hanno richiamato i rispettivi legami storici e strategici con Washington, mentre il Giappone ha accompagnato la ricorrenza con iniziative simboliche, tra cui l’omaggio di nuovi ciliegi destinati alla capitale americana.
In Medio Oriente il tono è stato soprattutto quello dell’allineamento strategico. Benjamin Netanyahu ha telefonato a Trump per congratularsi con lui e ha definito gli Stati uniti un garante della libertà globale, mentre il presidente israeliano Isaac Herzog ha consegnato all’ambasciata americana a Gerusalemme una lettera di auguri per il presidente americano. Dagli Emirati arabi uniti sono arrivati i messaggi del presidente Mohammed bin Zayed, di Mohammed bin Rashid e di Mansour bin Zayed, con un richiamo alla solidità del partenariato con Washington. Anche il re saudita Salman e il principe ereditario Mohammed bin Salman hanno inviato messaggi di congratulazioni, sottolineando lo sviluppo dei rapporti bilaterali.
Il quadro non è stato però uniforme. La Cina aveva scelto di anticipare l’augurio attraverso Xi a maggio, senza trasformare il 4 luglio in una nuova occasione pubblica. Non risultano messaggi analoghi dai vertici della Corea del Nord. Più in generale, l’assenza di alcuni leader o la prudenza di altri riflettono il clima di rapporti difficili con l’amministrazione Trump, tra dazi, tensioni commerciali e divergenze sulle crisi internazionali.
Il 250mo anniversario degli Stati uniti ha così offerto una fotografia diplomatica più che una semplice sequenza di felicitazioni. Gli alleati hanno riaffermato il valore della relazione con Washington, i partner strategici hanno usato la ricorrenza per rilanciare cooperazione e interessi comuni, gli avversari hanno scelto tra silenzio, messaggi misurati e contatti carichi di implicazioni politiche. Il caso di Xi Jinping resta il più indicativo: un augurio anticipato, pronunciato davanti a Trump come gesto di apertura, ma senza enfasi pubblica nel giorno in cui l’America celebrava se stessa.
