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IA, l’allarme del ceo di Anthropic: rallentiamo lo sviluppo, servono serie misure di sicurezza

Roma, 13 set. (askanews) – Rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, fondamentale ragionare sui rischi. Lo ha detto Dario Amodei, Ceo di Anthropic, in un’intervista alla Cbs. La tecnologia dell’intelligenza artificiale si sta sviluppando a un ritmo “esponenziale” e sta suonando un “campanello d’allarme” per questo settore che richiede serie misure di sicurezza, ha sottolineato.

Amodei ha descritto lo sviluppo dell’Ia come un percorso che va da “uno, poi due, poi quattro, poi otto, poi 16, poi 32”, affermando che attualmente si trova “sulla curva” e sta “iniziando a diventare ripida”.

“Questo non significa che dobbiamo farci prendere dal panico oggi. Non significa che dobbiamo chiudere tutto”, ha detto Amodei, aggiungendo però che si tratta di “un segnale d’allarme che ci impone di rallentare”.

Amodei ha affermato che la tecnologia necessita di misure di sicurezza in grado di tenere il passo “con la velocità con cui la tecnologia si evolve”.

L’intervista arriva dopo che Amodei ha pubblicato un post sul suo blog in cui invitava le aziende di intelligenza artificiale a procedere con maggiore lentezza e cautela nello sviluppo della tecnologia, affermando che la prevenzione dei rischi è fondamentale. “Se usata con attenzione, l’intelligenza artificiale può essere l’ultima di una lunga serie di miracoli tecnologici che hanno elevato e nobilitato l’umanità”, ha affermato nel post. “Ma come molte tecnologie prima di essa, l’intelligenza artificiale comporta dei rischi, e poiché si tratta di una tecnologia così potente, questi rischi sono seri”, ha sottolineato.

Amodei ha lanciato l’allarme su hacker malintenzionati che potrebbero prendere il controllo di Internet in appena sei mesi, come avvenuto pochi mesi fa con OpenAI-Hugging Face.

Amodei ha quindi esortato le altre aziende a rallentare il ritmo “con cui miglioriamo le capacità dei modelli di intelligenza artificiale: i progressi sembreranno comunque rapidi, e dobbiamo fare un uso saggio del tempo che guadagniamo”.