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Il comandante Nato in Europa: se la Russia attaccasse saremmo pronti a combattere, anche stanotte

Roma, 12 ott. (askanews) – Il comandante supremo delle forze alleate in Europa, il generale statunitense Alexus Grynkewich, ha presentato oggi a Varsavia, durante una conferenza sulla sicurezza, quella che ha definito la propria “teoria della vittoria”, una strategia per garantire che la Nato possa prevalere in caso di attacco russo.

Nel corso del suo intervento, il generale statunitense ha specificato che la teoria della vittoria è semplice: le forze Nato “bloccherebbero, poi smorzerebbero e infine annienterebbero qualsiasi mossa aggressiva contro l’Alleanza”.

Pur sottolineando di non considerare il conflitto “inevitabile ed imminente”, Grynkewich ha rappresentato, al Forum sulla sicurezza di Varsavia, che il piano serve per “prepararci a svolgere il nostro compito più sacro: la difesa del nostro popolo e del nostro territorio”.

A tal proposito, Grynkewich, nel corso del suo intervento, ha specificato che “nessuno dovrebbe scambiare la nostra natura difensiva per debolezza o mancanza di determinazione”.

“Attraverso la nostra forza collettiva, puntiamo a scoraggiare le aggressioni e a preservare la pace. Ma se qualcuno fosse così sconsiderato da attaccarci, combatteremo. Fermeremo l’attacco e gli impediremo di raggiungere i suoi obiettivi, quali che siano”, ha specificato il generale statunitense.

Esponendo la “teoria della vittoria”, che Grynkewich ha sottolineato “essere un piano militare, ma una visione condivisa”, il generale americano ha ribadito che “per scoraggiare un conflitto è anche necessario essere pronti a combattere”. Pertanto, il generale statunitense ha specificato che è “improbabile” che l’Alleanza possa essere presa alla sprovvista, grazie “al sofisticato sistema di dati che gli Stati condividono l’uno con l’altro”. Inoltre, ribadendo la vocazione difensiva della Nato, il generale americano ha osservato che nell’attuazione delle manovre rappresentate, l’Alleanza non cercherà di “infliggere al nostro avversario una sconfitta strategica” in quanto “non ne abbiamo bisogno”. Infatti, ha specificato il generale americano, “il nostro unico obiettivo è fermare sul nascere qualsiasi attacco e impedirgli di conquistare e mantenere il controllo del nostro territorio” e “per riuscirci, è necessario sconfiggere sul piano tattico e operativo le forze impiegate contro di noi, ma nulla di più”.

Sottolineando come gli Alleati siano “pronti a partire stanotte” in caso di attacco, il generale americano ha rappresentato, operativamente, la difesa dell’Alleanza in caso di attacco.

“La mia teoria della vittoria è quindi semplice: bloccheremo l’attacco iniziale. Se l’attacco proseguirà, ne attenueremo la forza e impediremo all’avversario di avanzare. E, se necessario, distruggeremo le forze nemiche e il sistema operativo-militare schierato contro di noi”, ha delineato il generale americano, aggiugendo che “per bloccare l’attacco, le nostre forze terrestri agiranno per prevalere su qualsiasi assalto nemico nel punto di contatto”.

“Attraverso le manovre, immobilizzeremo le formazioni avversarie e impediremo loro di conquistare territori dell’Alleanza. Le forze terrestri attaccheranno il nemico e distruggeranno le sue unità in avanzata” ha proseguito, aggiungendo che “le nostre forze aeree e navali, operando in coordinamento con le forze spaziali e cibernetiche, conquisteranno rapidamente la libertà di manovra”.

“Una volta assicurata rapidamente la superiorità aerea e marittima, all’interno e al di sopra dell’area di combattimento, queste forze impiegheranno una combinazione di potenza e precisione. In questo modo, impediranno al nemico di mantenere le proprie posizioni”, ha rappresentato Grynkewich.

In seguito, ha proseguito il generale americano, “dopo aver bloccato l’attacco iniziale, neutralizzeremo qualsiasi ulteriore offensiva in corso o successiva contro di noi. Servendoci di sensori avanzati, sistemi autonomi e forze multidominio, impediremo all’attaccante di acquisire slancio o di assumere l’iniziativa. L’impiego sincronizzato di effetti multidominio, fino al livello tattico, sopraffarà le formazioni nemiche sul campo di battaglia e ne fermerà l’avanzata, se a quel punto sarà ancora in corso”.

“Se l’avversario decidesse di proseguire l’attacco o di impiegare le proprie riserve, distruggeremo il sistema bellico impegnato contro di noi” ha specificato Grynkewich, sostenendo che la Nato eserciterà “una pressione costante e incessante, sia attraverso mezzi cinetici sia non cinetici” e lo farà “in tutti i domini e attraverso di essi: terrestre, aereo, marittimo, spaziale e cibernetico”.

“In questo modo, spezzeremo il sistema nemico e lo sconfiggeremo in tutte le sue componenti”, ha concluso Grynkewich.

Nel corso dell’intervista successiva al suo intervento, il generale americano ha rappresentato che la decisione di divulgare questa nuova visione dell’Alleanza nasce dal peculiare momento storico odierno e dalla necessità di rassicurare i cittadini della Nato. “Credo che la decisione di renderla pubblica sia legata al contesto di sicurezza di cui abbiamo parlato questa mattina. Considerata l’intensità delle attività di sabotaggio e degli incendi dolosi, penso che le popolazioni dei Paesi dell’Alleanza siano un po’ preoccupate”, ha affermato Grynkewich. “Voglio quindi rassicurare il miliardo di cittadini della nostra Alleanza: siamo pronti e sappiamo cosa fare. Sappiamo quali sono i nostri compiti e come assolverli. Ci vorrà la collaborazione di tutti, ma siamo pronti”, ha rassicurato il generale statunitense.

Infine, in merito alla guerra in Ucraina Grynkewich ha osservato che è importante non sottovalutare l’esercito ucraino. “Sarà un inverno molto difficile”. Tuttavia,il generale americano ha espresso che probabilmente la strategia russa non funzionerà.

“Se c’è una cosa che abbiamo visto dall’inizio del conflitto, è che gli ucraini sono stati sottovalutati. Io non commetterò nuovamente questo errore. Supereranno l’inverno e ne usciranno con una determinazione ancora maggiore e una volontà di combattere ancora più forte”, ha affermato Grynkewich, rappresentando che “in definitiva, spero che riusciremo a porre fine a questo conflitto e a raggiungere una pace duratura. Ma, se non ci riusciremo, so che gli ucraini continueranno a combattere”.