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Il nuovo segretario generale dell’Onu? Trump punta su Infantino

Roma, 22 lug. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump punta a far diventare il presidente della Fifa, Gianni Infantino, il prossimo segretario generale delle Nazioni Unite. È quanto appreso dal New York Post, che pubblica un lungo articolo su questo possibile scenario.

Infantino, 56 anni, ha chiari origini italiane: padre calabrese, madre bresciana, la coppia viveva a Domodossola prima di emigrare per lavoro a Briga, in Svizzera. Si è avvicinato a Trump grazie all’organizzazione dei Mondiali di calcio di questa estate. Il dirigente svizzero della Fifa si è impegnato molto per conquistare la simpatia del presidente americano e coinvolgerlo, arrivando persino a consegnargli il primo ‘Premio per la Pace della Fifa’ lo scorso dicembre.

Trump ritiene che Infantino “sia rispettato da tutti nel mondo e riconosce che possiede una capacità speciale di unire le persone”, ha riferito al New York Post una fonte vicina al presidente.

Il prossimo segretario generale delle Nazioni Unite sarà eletto quest’anno per sostituire il portoghese Antonio Guterres, che lascerà l’incarico alla fine di dicembre. Per ottenere la nomina, Infantino dovrebbe ricevere il sostegno del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, composto da quindici membri, dove i cinque membri permanenti dispongono del diritto di veto, per poi essere confermato dall’Assemblea Generale.

Non è chiaro se Infantino sia interessato all’incarico né fino a che punto Trump abbia discusso con lui di questa possibilità. Tuttavia, Trump ritiene che ci sia un’opportunità concreta in un campo di candidati che, secondo una fonte interna, comprende sette candidati “deboli”.

Tra i nomi più noti figurano l’ex presidente socialista del Cile Michelle Bachelet, che potrebbe incontrare l’opposizione degli Stati Uniti, e l’argentino Rafael Grossi, attuale direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), sul quale il Regno Unito potrebbe nutrire riserve a causa della disputa sulle Isole Falkland.

L’idea di Trump romperebbe la consuetudine che prevede la scelta di un candidato proveniente dall’America Latina o dai Caraibi, una regione che ha espresso per l’ultima volta un segretario generale con il peruviano Javier Perez de Cuellar, in carica dal 1982 al 1991.

Tuttavia, diverse fonti affermano che questa rotazione geografica informale non rappresenterebbe necessariamente un ostacolo per Infantino e che potrebbe ottenere più candidature oltre a quella sostenuta da Trump.

Paolo Zampolli, imprenditore e diplomatico italo-americano che ricopre il ruolo di inviato speciale di Trump per i partenariati globali, ha dichiarato al New York Post che “solo il presidente Trump poteva avere un’idea così geniale”.

Secondo Zampolli, Infantino “farebbe un ottimo lavoro” ed è “apprezzato da tutti”. Potrebbe portare nuova energia all’enorme macchina burocratica delle Nazioni Unite e utilizzare lo sport per costruire nuovi ponti tra i popoli e ispirare i giovani e le popolazioni più povere del mondo.

“C’è una certa somiglianza” tra il ruolo di presidente della Fifa e quello di segretario generale dell’Onu, ha affermato Zampolli, amico personale di Infantino ed ex ambasciatore presso le Nazioni Unite per il piccolo Stato insulare della Dominica. “Alle Nazioni Unite bisogna gestire 193 Stati membri. Nella Fifa ce ne sono oltre 200 e gli eccellenti risultati ottenuti da Gianni dimostrano che sa come amministrare un’organizzazione di queste dimensioni”.

Zampolli ha trascorso del tempo con Infantino durante la finale dei Mondiali disputata lo scorso fine settimana nel New Jersey, ma ha precisato che non hanno parlato di questa ipotesi e di essere rimasto sorpreso nell’apprenderla dal New York Post.

Trump ha più volte criticato quella che considera l’inerzia delle Nazioni Unite nella mediazione dei principali conflitti mondiali e, lo scorso anno, ha creato un nuovo Consiglio per la Pace guidato dagli Stati Uniti, alimentando speculazioni sulla possibile nascita di un’organizzazione alternativa. Trump ha però smentito questa interpretazione, affermando di sperare che l’Onu assuma un ruolo più attivo, mentre lui stesso favoriva accordi di pace, tra cui quello tra Israele e Hamas.

Da quando è tornato alla Casa Bianca lo scorso anno, Trump ha ridotto in modo significativo i contributi finanziari degli Stati Uniti alle Nazioni Unite e ha ritirato il Paese da diverse agenzie dell’Onu, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), l’Unesco e il Consiglio per i Diritti Umani.

L’eventuale nomina di Infantino potrebbe migliorare i rapporti tra Trump e le Nazioni Unite. Tuttavia, se il presidente riuscisse nel suo intento, per Infantino questo comporterebbe un notevole ridimensionamento dello stipendio: alla Fifa percepisce infatti circa 6 milioni di dollari all’anno.