Un gesto che parla più di mille discorsi
La partecipazione di Angela Merkel al congresso federale della Cdu non è un atto protocollare né un ritorno nostalgico. È un gesto politico, misurato e consapevole. Dopo anni di riserbo, la cancelliera che ha segnato un’epoca sceglie di farsi vedere nel momento in cui il partito è chiamato a definire identità e strategia in un contesto europeo inquieto.
Non pronuncia parole, ma la sua partecipazione è un messaggio: la Cdu non è una forza qualsiasi della destra europea, bensì il pilastro storico di un equilibrio politico che ha garantito stabilità alla Germania e all’Unione.
Il centro come responsabilità, non come tattica
Negli ultimi anni il dibattito interno al partito ha oscillato tra esigenze di competizione elettorale, in particolare sulla destra per effetto della minaccia rappresentata dall’Afd. Non è mancata la tentazione di un diverso orientamento identitario con la paura di perdere terreno sulla destra. La storia della Cdu insegna invece che il centro non è un compromesso al ribasso, ma un luogo di responsabilità.
Merkel ha incarnato questa funzione: tenere insieme economia sociale di mercato, integrazione europea e coesione civile. Il semplice riaffacciarsi sulla scena richiama il partito a questa vocazione: un sistema politico frammentato, il centro non è debolezza, bensì l’unico spazio capace di governare la complessità.
Un monito europeo in tempi di incertezza
Il gesto dell’ex cancelliera parla evidentemente alla coscienza del paese. Nello scenario più inquietante dalla fine della seconda guerra mondiale, la Cdu resta un attore decisivo dell’architettura politica tedesca ed europea.
Certo, Merkel rappresenta la memoria vivente di un europeismo pragmatico, fondato su cooperazione, responsabilità fiscale e solidarietà politica. La storica funzione del partito di Adenauer – il leader che volle l’ancoraggio della Germania al progetto dell’Europa unita – non può essere sacrificata sull’altare della
Se la Cdu smarrisse questa bussola, non perderebbe solo se stessa: di fatto indebolirebbe l’intero equilibrio europeo. Ecco, a Stoccarda si apre un congresso che ha poco di ordinario: l’occidente dissestato dal trumpismo va ripensato alla radice. L’ex cancelliera, solo entrando in sala, ricorda che la posta in gioco è molto alta. La Germania resta il perno dell’Europa. E la Cdu-, per storia e responsabilità, non può permettersi di dimenticarlo.
