Home GiornaleIl vento nelle vele dei populisti

Il vento nelle vele dei populisti

L’onda populista cresce mentre le leadership europee procedono in ordine sparso. Tra nazionalismo e demagogia, alle culture della democrazia rappresentativa manca ancora una strategia comune.

Stiamo affrontando, in ordine sparso, l’onda di piena che sta sommergendo le attuali leadership europee. Ognuno con le sue formule, ognuno con i suoi fantasmi.

C’è chi cerca di sdrammatizzare, contando sul fatto che prima o poi quell’onda possa rifluire. E c’è chi, invece, dà quasi per scontata – prima o poi, più prima che poi – la vittoria delle forze anti-sistema e si prepara, come può, a convivervi.

È chiaro che questa onda si fa forte, in primo luogo, di questa nostra confusione al riguardo. Dico “nostra” pensando a tutte quelle persone che si sentono ancora legate alle radici dell’europeismo, da un lato, e al valore delle tradizioni ideali più classiche, dall’altro. I cultori della democrazia rappresentativa, se vogliamo dirlo con una sola espressione.

Eppure, è proprio intorno a questa sfida, fattasi così urgente e drammatica, che le “vecchie” culture politiche dovrebbero essere capaci di maturare uno stato d’animo comune, dandosi una strategia che non si lasci chiudere né nel recinto angusto del nazionalismo, né in quello amplissimo della demagogia.

E, invece, a me pare che, nella gran parte dei casi, siano proprio questi errori i più facili a ripetersi.

Così, a Berlino, il cancelliere Merz mostra di voler tirare avanti come può, more solito, senza operare una significativa revisione di se stesso. E a Roma gli alfieri del campo largo si illudono di addomesticare la sfida di Conte, correndogli dietro con un misto di astuzia luciferina e di quasi angelica fiducia.

È nel bel mezzo di questa vaghezza che i populisti – quelli più felpati come pure quelli privi d’ogni riguardo – sentono crescere il vento nelle loro vele.

 

Fonte: La Voce del Popolo – 24 settembre 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]