La Scuola diventa sempre di più il principale terreno sul quale costruire democrazia, superamento delle disuguaglianze, coesione sociale e sviluppo. Soprattutto in tempi di inverno demografico e di radicali e inediti cambiamenti.
Per questa ragione mi pare semplicemente scandaloso ciò che il Governo ha deciso in materia di Scuola e che la Premier Meloni aveva annunciato nel suo comizio sopra le righe ai giovani del suo partito qualche giorno fa.
Mi pare scandaloso non tanto e non solo per le ricadute immediate e operative: il Governo ha partorito un topolino, che non sarà comunque facile gestire, dopo aver annunciato un elefante. Ma per il disvalore del messaggio che trasmette e per la visione di società che lo anima.
È evidente la volontà di rincorrere la Destra Nazionalista e Xenofoba sul suo stesso terreno, anche accettando il rischio di assumerne in toto o quasi le sembianze.
Cosa hanno da dire al riguardo i cosiddetti “Popolari” che hanno scelto (e non pare proprio intendano ripensarci) di stare strutturalmente con questa Destra sempre più Destra, a parte discettare sulla lunghezza delle gonne femminili quale parametro della loro affidabilità come mogli?
La scuola davanti ai “segni dei tempi”
Se qualcuno avesse dei dubbi al riguardo di questo messaggio di fondo sulla Scuola, citofonare “Valditara”.
Il nostro Ministro dell’Istruzione (e “del Merito”…) ha dichiarato che teme la “fuga dei bianchi dalla scuola pubblica italiana” e ha paventato una situazione tipo “Alabama degli anni cinquanta”.
Mi pare un messaggio che tradisce un’assoluta incapacità di leggere i “segni dei tempi”. Ogni tempo nuovo comporta difficoltà e problemi. Ma la Politica esiste apposta per gestire con saggezza e visione i cambiamenti. Altrimenti a che serve? A galvanizzare le paure delle tifoserie?
Questione – per inciso – che riguarda non solo il Governo, purtroppo.
È drammatico che questa deriva coinvolga anche la Scuola e la sua delicata funzione sociale. Essa andrebbe invece messa in grado di gestire le diversità di vario genere che entrano nel suo circuito, in modo da essere all’altezza, sul piano organizzativo e didattico, di quanto prevede l’articolo 34 della nostra Costituzione, richiamato non a caso dal Presidente Mattarella.
La diversità come sfida educativa
Parliamo di “diversità di vario genere” perché – con buona pace del Ministro Valditara – non ci sono solo differenze tra “bianchi” e “neri” (sic!). Ce ne sono di moltissime altre specie e profili, al di là della provenienza geografica e linguistica.
La Scuola svolge la sua fondamentale funzione se le affronta tutte con spirito inclusivo e con proposte didattiche ed educative all’altezza delle sfide che esse pongono alla società e all’Istituzione.
È l’Istituzione che deve attrezzarsi per rispondere alla nuova domanda sociale, non viceversa.
Per questo la Scuola deve però essere messa in grado di farlo. Su ogni piano: organizzativo, finanziario, didattico e strumentale. Del resto, è la priorità delle priorità.
Integrare senza negare i problemi
In questo quadro, anche il tema dei cosiddetti bambini e ragazzi “stranieri” (“Stranieri”? Moltissimi sono nati in Italia; vivono e vivranno qui; saranno fondamentali per il nostro futuro) dovrebbe e potrebbe essere affrontato in modo originale e innovativo.
Senza negare i problemi, che pure ci sono, e senza ideologismi astratti, ma anche senza alcuna suggestione di soluzioni semplificatorie, come la “deportazione scolastica” dalle loro comunità di residenza.
Più che a queste sciocchezze di propaganda, sarebbe dunque meglio ispirarsi alla competenza dei nostri operatori scolastici, alle migliori esperienze in Europa e – in generale – allo spirito dei tanti pronunciamenti della Chiesa e delle organizzazioni più vitali della Società Civile, che chiedono da tempo, invano, alle Istituzioni una vera filiera di interventi e di politiche di gestione positiva del fenomeno migratorio e delle sue esigenze di integrazione nella nostra società.
E invece si continua a guardare a questo processo epocale con abborracciati approcci emergenziali, senza visione, coraggio e saggezza.

