Roma, 20 ott. (askanews) – La Francia tenta di contenere l’ondata di violenze e saccheggi che ha investito numerose città, con l’imposizione di coprifuoco in alcune aree metropolitane e nuove riunioni d’emergenza convocate oggi dal governo. Il primo ministro Sébastien Lecornu si recherà venerdì a Limoges, dove l’incendio appiccato dai manifestanti al municipio ha provocato sabato il crollo della torre civica. Intanto, il ministro dell’Interno Laurent Nunhez ha annunciato un rafforzamento delle forze di polizia a Marsiglia, dove centinaia di negozi sono stati danneggiati e saccheggiati. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse.
Il governo ha programmato per oggi una serie di incontri d’emergenza, a cominciare da una riunione con i rappresentanti delle principali piattaforme di social network. Al ministero dell’Economia si terrà inoltre un consiglio straordinario delle imprese, alla presenza di diversi ministri, tra cui Roland Lescure, responsabile dell’Economia. “Annunceremo misure di sostegno ai commercianti e agli artigiani direttamente colpiti, per garantire una rapida ripresa delle loro attività”, ha spiegato Lescure.
A Parigi, Lione, Bordeaux, Lille e Nizza sono entrate in vigore ieri sera misure di coprifuoco limitate ad alcune zone delle città. A Lille, Bordeaux e Nizza le restrizioni riguardano esclusivamente i minorenni. Nella capitale, il coprifuoco interessa dalle 23 piazza della Repubblica e il quartiere delle Halles, mentre dalle 20 è vietato manifestare anche in altre aree, tra cui gli Champs-Élysées, Bastiglia e le principali stazioni ferroviarie.
Particolarmente grave la situazione a Limoges, dove il sindaco Guillaume Guérin, esponente dei Repubblicani, ha accusato lo Stato di non essere in grado di garantire l’ordine pubblico. La polizia “non aveva mezzi sufficienti” ed è stata costretta a “indietreggiare” davanti ai manifestanti violenti, ha denunciato il primo cittadino, chiedendo al governo “un piano Marshall” e “una pioggia di milioni” per ricostruire il municipio. “Lo Stato ha fallito”, ha affermato. In una lettera inviata domenica al sindaco, Lecornu ha promesso che l’edificio sarà ricostruito con l’aiuto dello Stato, perché rappresenta “il simbolo di una Nazione che non si lascia né abbattere né intimidire”.
A Marsiglia, il ministro dell’Interno Nunhez ha incontrato ieri sera il sindaco Benoît Payan, promettendo un dispositivo di sicurezza rafforzato in vista delle nuove manifestazioni di sabato prossimo. “Schiereremo un dispositivo di polizia molto importante, che sarà comunque più numeroso di quello di sabato scorso”, ha dichiarato.
Il ministro ha spiegato che le forze dell’ordine dovranno operare con maggiore mobilità e rapidità per fronteggiare gruppi di manifestanti violenti che agiscono simultaneamente in diversi punti della città. Durante gli scontri di sabato, ha precisato, si sono registrati fino a “10 o 15 punti contemporaneamente” interessati dalle violenze, con gruppi composti talvolta da 200 persone.
Secondo la Camera di commercio e industria locale, a Marsiglia sono stati colpiti 500 esercizi commerciali, dei quali 317 hanno subito danni e saccheggi. La procura ha riferito che la polizia ha effettuato 101 fermi in seguito alle violenze di sabato, riguardanti 74 maggiorenni e 27 minorenni.

