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In Italia si suicidano 4mila persone all’anno

Milano, 8 set. (askanews) – In Italia circa 4mila persone muoiono per suicidio ogni anno, più di dieci al giorno. Il fenomeno riguarda in prevalenza gli uomini e desta particolare attenzione tra i giovani: nella fascia tra i 15 e i 29 anni i casi risultano in aumento e, secondo i dati Istat richiamati dagli organizzatori dell’iniziativa, il suicidio è la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali.

Il tema sarà al centro della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, che si celebra il 10 settembre. L’obiettivo è accrescere la consapevolezza, contrastare lo stigma e favorire il riconoscimento delle situazioni di sofferenza. In Italia manca ancora un piano nazionale specificamente dedicato alla prevenzione del suicidio e un sistema di monitoraggio in tempo reale.

A Milano, giovedì 10 settembre alle 19, l’associazione AMA Auto Mutuo Aiuto Milano Monza Brianza organizza un incontro pubblico gratuito alla Casa di Quartiere Garibaldi, in corso Garibaldi 27. All’appuntamento parteciperà anche Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano.

AMA opera sul territorio di Milano e Monza Brianza con 35 gruppi di auto mutuo aiuto rivolti a persone che affrontano lutti, separazioni, dipendenze, ansia, depressione e altre situazioni di fragilità. Tra le attività ci sono anche percorsi dedicati a familiari e persone vicine a chi è morto per suicidio. Direttore scientifico dell’associazione è Enrico Cazzaniga, psicologo e psicoterapeuta esperto di auto mutuo aiuto.

Durante la serata saranno proiettati alcuni estratti di “Svegliami a mezzanotte”, film diretto da Francesco Patierno e tratto dall’omonimo libro autobiografico di Fuani Marino, nel quale l’autrice racconta la propria esperienza dopo un tentativo di suicidio. Alla proiezione seguirà un momento di confronto guidato da Cazzaniga.

“Parlare di suicidio significa parlare anche delle persone che restano”, osserva Cazzaniga. Secondo la stima da lui richiamata, per ogni persona che muore per suicidio almeno venti tra familiari e amici stretti sarebbero direttamente coinvolti dalle conseguenze della perdita: rapportato ai circa 4mila decessi annui indicati per l’Italia, si tratterebbe di almeno 80mila persone. “Rompere il silenzio, combattere lo stigma sociale informando correttamente e creando occasioni di confronto – ha sottolieato – significa compiere un passo concreto verso una comunità più consapevole, inclusiva e capace di prendersi cura della fragilità, perché la prevenzione comincia dalle parole”.

Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano, richiama quindi la necessità di affiancare alla prevenzione e al contrasto dello stigma il sostegno a chi affronta la morte per suicidio di un familiare o di una persona vicina. In questa prospettiva, sottolinea, le reti associative possono contribuire a contrastare isolamento e solitudine e a offrire occasioni di incontro e ascolto.