HomeAskanewsL’Argentina intima agli inglesi lo stop alle esplorazioni petrolifere alle Malvine

L’Argentina intima agli inglesi lo stop alle esplorazioni petrolifere alle Malvine

Roma, 29 set. (askanews) – Il governo argentino ha dato al Regno unito due settimane di tempo per interrompere qualsiasi progetto di esplorazione o sfruttamento di idrocarburi nelle isole Malvine (Falkland), occupate da Londra dal 1833 e rivendicate da Buenos Aires come parte della piattaforma continentale argentina.

“La Repubblica argentina ha intimato al Regno unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord di adottare entro due settimane le misure necessarie per impedire l’avvio o la prosecuzione delle attività destinate allo sfruttamento delle risorse di idrocarburi nelle isole Malvine”, ha riferito l’ufficio del presidente Javier Milei in un comunicato.

L’esecutivo ha inoltre incaricato il ministero degli Esteri e i propri uffici legali di avviare la procedura arbitrale prevista dall’Allegato VII della Convenzione delle Nazioni unite sul diritto del mare.

L’iniziativa punta a fermare il progetto Sea Lion nel bacino settentrionale dell’arcipelago e a impedire altre iniziative considerate da Buenos Aires suscettibili di aggravare la controversia, compreso il rilascio di nuove autorizzazioni britanniche per lo sfruttamento petrolifero.

Il governo argentino ha richiamato la risoluzione 2065 dell’Assemblea generale delle Nazioni unite, che riconosce l’esistenza di una disputa sulla sovranità e invita Argentina e Regno unito a riprendere i negoziati bilaterali, oltre alla risoluzione 31/49, che chiede alle parti di astenersi dall’introdurre modifiche unilaterali finché la controversia resta aperta.

“Lo sfruttamento unilaterale delle risorse naturali delle isole Malvine, Georgia del Sud e Sandwich del Sud e degli spazi marittimi circostanti è contrario al diritto internazionale e produce un danno irreversibile e irreparabile ai diritti sovrani della Repubblica argentina”, ha affermato l’ufficio presidenziale.

Buenos Aires ha inoltre respinto la definizione britannica delle Malvine come “territorio britannico d’oltremare” e il referendum organizzato nell’arcipelago nel 2013, sostenendo che non modifica “né l’esistenza né l’oggetto della controversia riconosciuta dalle Nazioni unite”.

Il governo argentino ha infine annunciato sanzioni e denunce penali contro la società Thales UK Limited per uno spostamento dalle Malvine alla località cilena di Punta Arenas che, secondo Buenos Aires, sarebbe avvenuto senza la necessaria autorizzazione argentina.

“L’Argentina non resterà a guardare e continuerà a difendere con fermezza i propri diritti sovrani, utilizzando tutti gli strumenti diplomatici, amministrativi e giuridici riconosciuti dal diritto nazionale e internazionale”, conclude il comunicato.

La disputa sulle Falkland/Malvine sfociò nel 1982 in una guerra tra Argentina e Regno unito, conclusasi il 14 giugno con la sconfitta argentina e quasi 1.000 morti complessivi. Buenos Aires e Londra ristabilirono le relazioni diplomatiche nel febbraio 1990.