Roma, 26 ott. (askanews) – Israele avrebbe commesso il crimine contro l’umanità di “sterminio” in Cisgiordania, continuando nel contempo a perpetrare un “genocidio” contro i palestinesi nella Striscia di Gaza: è quanto afferma in un rapporto la Commissione d’inchiesta internazionale indipendente dell’Onu aggiungendo che le forze israeliane hanno commesso anche altri crimini contro l’umanità e crimini di guerra in Cisgiordania.
La commissione – che non parla a nome dell’Onu in quanto tale – aveva già stabilito, in un rapporto del settembre 2025, che Israele aveva commesso un “genocidio”, accusa che Israele respinge categoricamente.
In un nuovo documento – pubblicato alla vigilia delle elezioni legislative in Israele – l’indagine rileva che, in Cisgiordania, Israele ha condotto un “attacco diffuso e sistematico” contro i civili, attraverso operazioni militari rafforzate da una costante violenza da parte dei coloni.
“Le autorità e le forze israeliane hanno commesso crimini contro l’umanità, tra cui sterminio, tortura, stupro e altre forme di violenza sessuale in Cisgiordania, oltre a persecuzioni basate su molteplici fattori discriminatori, incentrati in particolare su nazionalità, razza ed etnia”, sostiene il rapporto.
La rappresentanza di Israele a Ginevra ha dichiarato che il rapporto si inquadra in una “campagna di disinformazione” volta a “demonizzare lo Stato di Israele e a presentare la sua stessa esistenza come criminale”.
“La comunità internazionale deve respingere queste distorsioni, rigettare le conclusioni della commissione e chiederne l’immediato scioglimento”, si legge in una nota.
Il team investigativo, composto da tre membri, è stato istituito dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu nel 2021. Navi Pillay, ex giudice dell’Alta Corte sudafricana che ha presieduto l’indagine fino al novembre 2025, ha ricevuto il Nobel per la pace all’inizio di questo mese, suscitando una dura reazione da parte di Israele.

