Roma, 31 lug. (askanews) – Secondo le stime preliminari, a luglio 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una aumento dello 0,2% su base mensile e un più 2,8% su base annua, dal più 3% del mese precedente. Lo comunica l’Istat in una nota.
Il lieve rallentamento dell’inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli alimentari non lavorati (dal +4,4% al +3,8%), degli energetici non regolamentati (dal +13,3% al +10,6%) e dei servizi vari (dal +2,5% all’1,8%); in accelerazione risultano invece gli alimentari lavorati (da -0,2% a +0,2%), gli energetici regolamentati (dal +9,2% al +14,9%) e i servizi di trasporto (dall’1,1% all’1,6%).
L’inflazione di fondo, al netto di energia e alimentari freschi, resta stabile al +1,6%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rallenta dall’1,9% all’1,8%. I prezzi dei beni decelerano (dal +3,3% al +3,1%), mentre quelli dei servizi restano stabili al +2,6%.
L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,7% per l’indice generale e a +1,8% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione di -1,0% su base mensile, per effetto dei saldi estivi non considerati dal Nic, e di +2,9% su base annua, dal +3,0% di giugno.
