Insieme | Dignità e sicurezza sono requisiti essenziali del lavoro.

Il partito “Insieme”, nato per impulso del prof. Stefano Zamagni, ha preso lo spunto dall’incidente che è costato la vita a Satnam Singh per pubblicare il seguente documento sulla “questione lavoro”.

L’Italia è l’unica nazione tra quelle sviluppate che ha una popolazione attiva inferiore a quella delle persone inattive.

Primo passo per recuperare la piena dignità del lavoro è quello di garantirne la sicurezza.
La vita umana e la salute delle persone sono un irrinunciabile prerequisito di ogni attività produttiva. Quindi più formazione, più controllori, più controlli, pene severe, rapide e certe, dove si riscontrano negligenze e omissioni di sicurezza.

Al tempo stesso, vanno introdotti meccanismi operativi per una partecipazione responsabile al lavoro.
Ogni lavoro deve emergere, essere riconosciuto e pagato dignitosamente. Vanno applicati solo i Contratti Nazionali stipulati dalle Associazioni imprenditoriali e sindacali maggiormente rappresentativi.

Occorrerà definire per legge la paga minima oraria. Occorre abilitare gli Enti bilaterali, promossi dalle parti sociali per la formazione continua e per i programmi di riconversione (Fondi interprofessionali e Fondi di solidarietà), a svolgere un ruolo trainante nelle politiche attive, finalizzate ad accelerare il ricambio generazionale e di genere, e il reinserimento delle persone in cerca di lavoro. L’attività dei Fondi deve essere estesa anche alle Professioni e ai lavoratori autonomi.

INSIEME ribadisce la necessità di rivolgere attenzione agli immigrati regolarmente soggiornanti, buona parte dei quali costretti a lavorare in condizioni salariali e ambientali inaccettabili, attivando la procedura di regolarizzazione del soggiorno prevista dalla normativa per i lavoratori stranieri irregolari che collaborano nelle iniziative rivolte a contrastare il lavoro sommerso.

Dobbiamo muoverci verso il modello partecipativo. È necessario che i lavoratori siano coinvolti nella gestione, in toto o compartecipata, per sentirsi attori responsabili all’interno della comunità produttiva che si chiama impresa, e da ciò non potranno non discendere anche rilevanti miglioramenti nell’impegno dei lavoratori e, quindi, anche nei risultati economici dell’impresa stessa.

Le possibilità di sviluppo di ogni lavoratore, e i risultati complessivi del lavoro, sono tanto migliori quanto più ha modo di esprimersi l’intelligenza di chi lavora, quanto più è apprezzata e stimolata (e non, invece, osteggiata) la sua intraprendenza, quanto più ampia è la libertà di partecipare al conseguimento di obiettivi condivisi.