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domenica, 1 Febbraio, 2026
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Insieme per il “campo degasperiano”: Tempi Nuovi, Popolari Uniti, Rete Bianca, ANDC

Nel dibattito che attraversa il cattolicesimo democratico riaffiora l’esigenza di una visione politica condivisa: non nostalgia organizzativa, ma costruzione di uno spazio capace di incidere sul futuro.

Qualcosa si muove negli interstizi di quella che appare come la “non politica” cattolica, perlopiù assorbita nel mix di alibi e dogma del suo pluralismo metodologico. Si vuole uscire dal guscio, si pensa di farlo ricominciando a discutere e a ragionare con la necessaria sensibilità di chi si sporca le mani con la politica. Va data una risposta a un bisogno di ricomposizione che pervade in maniera strisciante la dimensione sociale dell’impegno pubblico cristiano.

Le divisioni esistono, come d’altronde emerge dal dibattito in corso sul referendum del prossimo 20-21 marzo. Anche nel 1946 i cattolici si divisero tra Repubblica e Monarchia, ma ebbero di fronte una leadership che riuscì a tenere aperta la prospettiva di un partito a “vocazione unitaria”, vincolando gli iscritti alla scelta repubblicana, ma lasciando libertà di voto al vasto elettorato che la Dc chiamava a raccolta. Era importante guardare oltre la questione istituzionale – certo fondamentale – senza rinunciare a una visione strategica sul futuro dell’Italia.

Nel presentare a Bologna, lo scorso 13 dicembre, l’edizione critica della biografia di De Gasperi, scritta da Igino Giordani nel 1955, è risuonato improvviso uno slogan: non accontentiamoci del presente, lavoriamo piuttosto all’ideazione di un “nuovo campo degasperiano”. Cosa significa, di preciso? Non già un confine da imporre, semmai uno spazio da allargare. Dunque è un processo da condividere e strutturare, per fare del cattolicesimo politico il vettore di un’alternativa che muova dal significato più profondo della lezione di De Gasperi.

Sono quattro le sigle che al momento si dichiarano pronte a sostenere la nuova iniziativa: Tempi Nuovi, Popolari Uniti, Rete Bianca, ANDC. Presto si passerà a una formula più stringente e risolutiva, non senza aver prima discusso con altre realtà interessate. Parlare di “campo degasperiano” è fare squadra, aprire varchi, produrre consenso; non è l’etichetta di una parte o l’egemonia di qualcuno. I cattolici democratici possono riscopre la loro autonomia per contribuire a rinnovare la politica italiana, sottraendosi alla logica della subalternità rispetto ad altri schieramenti. È una sfida.