Milano, 19 mag. (askanews) – Crescita congelata per l’industria manifatturiera made in Italy che chiuderà il 2026 con un fatturato stabile a prezzi costanti (+0,2% tendenziale) per un giro d’affari di 1.168 miliardi di euro (+3,8% a prezzi correnti). A mettere in fila i numeri è il rapporto sui Settori Industriali, a cura del Research Department di Intesa Sanpaolo e di Prometeia. Sull’andamento della manifattura pesa la crisi nel Golfo e se dovesse prolungarsi la chiusura dello stretto di Hormuz anche nella seconda metà del 2026 si registrerebbe un calo dei ricavi dell’1,5% nella media del biennio 2026-2027.
“La situazione nel Golfo Persico colpisce l’Italia in maniera anche più profonda rispetto ad altri Paesi, ma l’Italia ha grossi fattori di mitigazione: un elevato livello di stoccaggi e una minore intensità energetica rispetto a 30 anni fa”, ha spiegato il capo economista di Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice. Per queste ragioni, ha aggiunto, “subiremo contraccolpi, ma senza arrivare a una recessione: in caso di una conclusione rapida del conflitto – ha dettagliato – la nostra previsione di crescita per il Pil italiano è allo 0,4 per cento, un conflitto più prolungato che arrivi sino alla fine di agosto implicherebbe una crescita più bassa pari allo 0,2 per cento”.
Guardando al 2030, la manifattura si incammina su un sentiero di moderata crescita del fatturato intorno all’1% medio annuo. La propensione all’export resterà stabile sopra il 60% per i beni tecnologici e potrà crescere nei settori più esposti ai consumi interni e condizionati dai trend demografici, determinando un ampliamento del nostro avanzo commerciale intorno ai 125 miliardi di euro al 2030 (21 miliardi in più rispetto al 2019).
La Farmaceutica sarà il settore più dinamico al 2030, con una crescita attesa del fatturato a prezzi costanti del +2,5%, sostenuta dalle esportazioni ma anche dal rafforzamento dei consumi sul mercato interno. Gli acquisti di farmaci continueranno infatti a ricevere grande attenzione nel paniere di spesa dei consumatori, in un contesto di progressivo invecchiamento demografico e di attenzione al benessere personale. Crescita sopra la media manifatturiera anche il settore del Largo consumo (+1,4%) e i settori connessi alla doppia transizione, quali Elettronica (+1,9%), Meccanica (+1,5%) ed Elettrotecnica (+1,3%). Le attese sono inoltre di modesto rimbalzo per gli Autoveicoli e moto (in crescita al +1,5% medio annuo nel quadriennio di previsione).
