Roma, 25 ott. (askanews) – Crescita economica solida, in accelerazione e rivista al rialzo; inflazione in attenuazione e ampiamente sotto controllo; rapporto debito-Pil sostanzialmente stabile e, in prospettiva, in calo. È la fotografia scattata per l’economia di Israele nelle ultime previsioni pubblicate dalla banca centrale.
L’istituzione monetaria prevede una crescita del Pil che dal 3,5% dello scorso anno salirà al 5,6% quest’anno e al 7,5% il prossimo. La stessa banca centrale precisa che escludendo le attività all’estero, la crescita economica risulta del 2,1% nel 2025, in accelerazione al 3,4% quest’anno e in ulteriore rafforzamento al 5,1% il prossimo. Lo scorso luglio l’istituzione prevedeva più 4% quest’anno e più 5,5% il prossimo, riguardo ai dati non depurati dalle attività all’estero.
Il tasso di disoccupazione è atteso salire al 4,6% quest’anno, dal 3,6% del 2025, per poi tornare a calare al 3% nel 2027.
A settembre l’inflazione in Israele ha mostrato una attenuazione all’1,6%, portandosi su un livello leggermente inferiore alla mediana della forchetta obiettivo della Banca centrale. Nell’ultima riunione di politica monetaria, la scorsa settimana, il direttorio ha deciso di confermare i tassi di interesse ufficiali al 3,25%, dopo tre tagli consecutivi.
Una manovra di accomodamento monetario, quindi, che contrasta con gli inasprimenti e i rialzi dei tassi che stanno effettuando le banche centrali di diverse economie avanzate, in un quadro di crescente inflazione.
Per il carovita la banca centrale prevede che dal 2,5% registrato sul 2025 si attenui all’1,5% quest’anno – dato rivisto al ribasso di 0,3 punti percentuali – per poi risalire al 2,1% sul 2027, sostanzialmente in linea con i suoi livelli obiettivo.
In questo quadro le finanze pubbliche mostrano dinamiche sostanzialmente stabili. Il rapporto debito-Pil si è attestato al 67,8% lo scorso anno, per il 2026 l’istituzione prevede un valore quasi invariato al 68% mentre per il 2027, nonostante un deficit atteso al 4,6% del Pil, dopo il 4,4% di quest’anno, è prevista una attenuazione al 66,5%, grazie al vigore della crescita economica.
Come negli altri paesi tuttavia, anche per Israele le previsioni “sono caratterizzate da un elevato livello di incertezza, legata a un gran numero di parametri che potrebbero avere un impatto rilevante sull’economia – precisa la Banca centrale -. Le stime sono basate sul presupposto che i combattimenti resteranno ridotti, ai livelli simili agli attuali, in un modo che dovrebbe attenuare le restrizioni sulle forniture all’economia ma in un quadro geopolitico che resterà teso”.
La banca centrale, infine, precisa che queste previsioni non tengono conto del potenziale impatto delle imminenti elezioni politiche. (fonte immagine: Bank of Israel).

