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Papa Leone non dovrà sopporsi a immunoterapia dopo l’asportazione del tumore al polmone

Roma, 25 ott. (askanews) – Papa Leone non dovrà sopporsi a immunoterapia. Lo precisano fonti vaticane, smentendo precedenti speculazioni di stampa. Oggi il Pontefice è intervenuto alla preghiera dell’Angelus, dalla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, di fronte a fedeli e pellegrini convenuti in Piazza San Pietro ribadendo il suo appello alla pace e chiedendo, in particolare, la fine delle ostilità in Yemen, esprimendo “preoccupazione per la grave situazione umanitaria, in particolare nella città di Ta’izz, dove la popolazione soffre per la mancanza di cibo, acqua e cure mediche”.

Dopo la rimozione del tumore al polmone, con un intervento al policlinico Gemelli che aveva comportato l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro, il dottor Luigi Carbone, medico personale del papa, e il professor Stefano Margaritora, il chirurgo che lo ha operato, avevano nei giorni scorsi già reso noto l’esito degli esami istologici definitivi e le indagini di biologia molecolare sul materiale asportato durante l’intervento chirurgico, confermando che si trattava di un adenocarcinoma polmonare e che la malattia era localizzata, e assicurando: “Una successiva valutazione oncologica ha confermato che non è necessaria alcuna ulteriore terapia”.

Oggi dal Vaticano si precisa che non è necessaria nemmeno l’immunoterapia.