Roma, 23 apr. (askanews) – Alla vigilia del dibattito sul possibile ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026, arriva la presa di posizione netta delle istituzioni sportive. Il ministro per lo Sport Andrea Abodi e il presidente del Coni Luciano Buonfiglio respingono con decisione l’ipotesi di un ingresso degli azzurri fuori dal campo.
A rilanciare il tema è stata l’iniziativa di Paolo Zampolli, che aveva ipotizzato una sostituzione dell’Iran con l’Italia in caso di esclusione della selezione asiatica per ragioni geopolitiche. Una proposta che però non trova alcuna apertura.
“Non si entra ai Mondiali per vie politiche o amministrative, ma per merito sportivo”, chiarisce Abodi, ribadendo la linea del governo. Il ministro sottolinea come il calcio italiano debba affrontare con realismo la mancata qualificazione, evitando scorciatoie che snaturerebbero il senso della competizione.
Sulla stessa linea Buonfiglio: “Non possiamo pensare a ripescaggi o soluzioni alternative. Le regole sono chiare e vanno rispettate”. Il numero uno del Coni invita a non alimentare illusioni, ricordando che eventuali decisioni spettano esclusivamente alla FIFA e devono seguire criteri oggettivi.
Il caso resta legato alle incertezze sulla partecipazione dell’Iran, ma al momento non esiste alcun canale concreto per un eventuale inserimento dell’Italia. Anche per questo, dal mondo istituzionale arriva un messaggio condiviso: il ritorno degli azzurri ai Mondiali deve passare solo dal campo.
Una posizione che segna una linea netta dopo le recenti delusioni sportive e che punta a rilanciare il sistema calcio senza scorciatoie, nel rispetto delle regole internazionali.
