Roma, 4 lug. (askanews) – Nave Amerigo Vespucci partecipa oggi a New York alle celebrazioni per il 250mo anniversario della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati uniti d’America, sfilando davanti alla Statua della Libertà insieme alla più grande flotta di velieri e navi militari del mondo.
La tappa rientra nel Tour Vespucci-Campagna Nord America 2026 e porta la “Signora dei Mari” nel porto di New York nel giorno della festa nazionale statunitense.
“Con la Vespucci portiamo l’Italia nel mondo a bordo di un’ambasciatrice d’eccezione, orgoglio della nostra Marina militare e della Difesa”, ha dichiarato il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Secondo Crosetto, la presenza della nave a New York, nel giorno in cui gli Stati uniti celebrano i 250 anni della loro indipendenza, “è il simbolo di un legame che attraversa la storia”.
“E’ un omaggio ai 20 milioni di italo-americani che hanno contribuito alla crescita e alla grandezza degli Stati uniti. E’ un segno di gratitudine verso i 16.757 militari americani che riposano nei nostri cimiteri o risultano dispersi in Italia, dopo aver combattuto per la Liberazione del nostro Paese”, ha affermato il ministro.
Crosetto ha rivolto un pensiero anche “ai 13.821 militari e ai 2.575 civili americani che oggi vivono e lavorano in Italia, accolti come amici e alleati, contribuendo ogni giorno alla sicurezza dell’Alleanza atlantica”.
Il ministro ha inoltre ricordato “i militari italiani, caduti o feriti nelle missioni internazionali al fianco degli Stati uniti e degli alleati della Nato, dell’Unione europea e delle Nazioni unite, dai Balcani all’Afghanistan”, insieme ai civili che hanno condiviso gli stessi impegni.
“La Vespucci è lì per testimoniare la forza di un’amicizia fondata sulla condivisione di valori, sul rispetto degli impegni assunti e sulla volontà di continuare a costruire insieme sicurezza, libertà e pace”, ha concluso Crosetto. “Un pezzo d’Italia che rende omaggio a una Nazione amica, con l’orgoglio di rappresentare un Paese che da ottant’anni onora i propri valori, i propri alleati e la propria parola”.
