La Dc dei detrattori pronti a farsi adulatori

Per i “cattivi maestri” la Dc continua ad essere un “inciampo della storia” o al più un partito che non poteva avere futuro perchè appartenente ad una fase politica italiana ormai definitivamente storicizzata.

Sandro Fontana, l’indimenticabile storico, saggista e politico della Dc e uno dei maggiori teorici della sinistra sociale di ispirazione cristiana, li avrebbe definiti semplicemente “cattivi maestri”. E penso, citando queste parole, agli straordinari corsivi a firma Bertoldo che hanno deliziato per un po’ di tempo il sempre un po’ dormiente quotidiano della Dc, “Il Popolo”. Certo, si trattava di una penna ricca di contenuti e di cultura politica ma anche, e soprattutto, carica di sferzanti battute contro tutti coloro che coltivavano, ieri come oggi, l’ipocrisia, la doppia morale, il moralismo, il trasformismo e la mai sopita superiorità etica.

Mi è tornato in mente Sandro Fontana e con Fontana i corsivi di Bertoldo ascoltando i simpatici e goliardici adulatori contemporanei della Democrazia Cristiana. Insomma, da strenui ed intransigenti, se non addirittura violenti – in tutti i sensi – detrattori della esperienza politica, culturale ed istituzionale della Democrazia Cristiana a misurati ed equilibrati adulatori. Tutto ciò, almeno credo, capita per un motivo molto semplice. Fingendo che ormai tutti abbiano dimenticato il passato dopo varie rottamazioni e il potente vento populista grillino che ha dissacrato e criminalizzato tutto ciò che non appartiene alla contemporaneità, anche gli storici detrattori della Dc rialzano la testa – che peraltro non hanno mai abbassato forti della loro indole trasformistica ed opportunistica – e dispensano pagelle a destra e a manca. Anche perché hanno la scientifica certezza che quella esperienza – sempre la Dc – è consegnata agli archivi storici definitivamente.

Per ragioni storiche e politiche certamente ma anche, e soprattutto, per una strutturale insipienza e gracilità di chi ha continuato a riconoscersi in quel patrimonio politico e culturale ma non ha avuto il coraggio di riproporlo seppur con una veste aggiornata e rivista.

Ora, per non soffermarsi sui singoli convegni o sugli articoli falsamente entusiasti e celebrativi, è evidente che per tutti costoro la Dc continua ad essere un “inciampo della storia” o, nella migliore delle ipotesi, un partito che non poteva avere futuro perchè appartenente ad una fase politica italiana ormai definitivamente ed irreversibilmente storicizzata. A differenza, come da copione, della sinistra che invece può riproporre tranquillamente un neo “Fronte Popolare” con Schlein, Fratoianni/Bonelli e Conte perchè la sua cultura e il suo universo valoriale continuano ad essere di straordinaria attualità e modernità. Come ci spiegano ogni giorno i loro gazzettieri dalle colonne dei noti quotidiani e dai talk de La 7.

Ecco perché, anche di fronte ad una rivisitazione/rilettura storico politica della Democrazia Cristiana ad 80 anni dalla nascita e a 30 anni dalla sua fine, i “cattivi maestri”, per tornare a Sandro Fontana, non cessano mai di esistere. Lo erano ai tempi del “né con lo Stato e né con le Br”, lo erano ai tempi dei vari “appelli” – dal commissario Calabresi in poi – e lo sono tutt’oggi. E, guarda caso, prevengono quasi sempre – salvo rarissime eccezioni – dalla medesima parte politica. Quella che pensa, ieri come oggi, che la verità politica appartiene sempre e solo ad una parte. Dall’altra c’erano, ci sono e ci saranno sempre e solo la barbarie e l’inciviltà.