HomeAskanewsLa Fifa risponde all’Uefa: "Nessun sta vendendo il calcio"

La Fifa risponde all’Uefa: "Nessun sta vendendo il calcio"

Roma, 31 lug. (askanews) – “Nessuno sta vendendo il calcio. È un’ipotesi che la Fifa non prenderebbe mai in considerazione”. Con una lunga nota ufficiale il massimo organismo mondiale del calcio prova a spegnere le polemiche esplose dopo la presentazione della Fifa Forward Enterprise (Ffe), il progetto destinato ad attirare capitali privati e a gestire i diritti commerciali delle competizioni organizzate dalla Fifa. Una proposta che ha provocato la dura reazione di Uefa e Concacaf e aperto una frattura senza precedenti all’interno del calcio internazionale.

La Fifa ha ribadito di rispettare “le opinioni e le preoccupazioni espresse pubblicamente” dalle confederazioni, confermando l’intenzione di portare avanti “un processo di consultazione aperto e democratico”. Secondo Zurigo, però, il dibattito sarebbe stato condizionato da “informazioni errate diffuse dai media” che avrebbero compromesso il percorso iniziale di confronto con le federazioni affiliate.

“La Ffe è stata proposta esclusivamente per garantire che tutte le Associazioni Membro abbiano l’opportunità di assumere un ruolo di reale protagonismo nella valorizzazione delle opportunità commerciali legate al calcio nei rispettivi Paesi, senza che ciò vada a scapito dello spirito o della governance della Fifa o del calcio stesso”, si legge nella nota.

Il punto centrale della difesa della Fifa è che non ci sarebbe alcuna cessione del controllo. “Nessun singolo ente può pretendere di rappresentare tutte le 211 federazioni affiliate nel mondo – sottolinea il comunicato -. A ogni federazione dovrebbe essere consentito di esaminare la proposta e contribuire a definire il proprio futuro. Questi sono i principi democratici della Fifa”.

Secondo il progetto, la Ffe trasferirebbe le attività commerciali e operative legate alla realizzazione degli eventi Fifa a una società controllata e di proprietà dello stesso organismo mondiale. I ricavi generati verrebbero poi distribuiti tra le 211 federazioni affiliate, con l’obiettivo dichiarato di aumentare gli investimenti nello sviluppo del calcio locale.

La proposta prevede inoltre che ogni federazione riceva 20 milioni di dollari di fondi Fifa Forward nel quadriennio 2027-2030, indipendentemente dal voto espresso. A questi potrebbero aggiungersi ulteriori 20 milioni attraverso il programma “Fifa Fast Forward”, finanziato tramite investimenti esterni e sempre, secondo la Fifa, senza modificare la struttura di governance.

“Se non ci sarà il sostegno della maggioranza delle federazioni affiliate, le attività commerciali della Fifa rimarranno invariate. La Ffe non verrà costituita”, precisa il documento.

La partita, però, resta aperta. Dopo Uefa e Concacaf anche la confederazione asiatica (Afc) ha preso posizione contro il progetto, esprimendo “serie preoccupazioni” sull’ingresso di investitori privati nelle competizioni principali della Fifa e sul processo decisionale. “Il fatto che si sia arrivati al punto in cui la possibilità concreta di un boicottaggio della Coppa del Mondo Fifa è entrata nel dibattito pubblico dovrebbe preoccupare chiunque abbia a cuore il futuro del nostro sport”, ha dichiarato l’Afc.

La confederazione asiatica ritiene che, alla luce delle divisioni emerse, la Ffe “non possa realisticamente raggiungere l’ampio consenso e l’unità necessari per andare avanti”. Un fronte comune che mette in discussione il progetto di Infantino e apre un confronto politico ed economico sul futuro della gestione del calcio mondiale.