Home GiornaleLa sostenibilità oltre la burocrazia: la sfida di cambiare davvero l’impresa

La sostenibilità oltre la burocrazia: la sfida di cambiare davvero l’impresa

Il saggio di Danilo Devigili propone di superare l’idea della sostenibilità come semplice adempimento normativo. Non solo regole e bilanci ambientali, ma un nuovo modo di pensare l’impresa, tra responsabilità sociale, innovazione e alleanze.

Quando la sostenibilità diventa un obbligo

Negli ultimi anni la sostenibilità è entrata nelle aziende dalla porta principale. Non più solo come scelta volontaria, ma come obbligo: direttive europee, nuovi regolamenti, bilanci ambientali da redigere, controlli sempre più stringenti. Per molti imprenditori è diventata una questione di scadenze e adempimenti, anche gravosi. Ma si riduce solo a questo il senso della parola sostenibilità?

Con il saggio La formula della sostenibilità (Egea, 2026) l’economista Danilo Devigili prova a ribaltare la prospettiva. La tesi è semplice: la sostenibilità non può ridursi a un modulo da compilare o a una tabella di numeri da pubblicare nel bilancio. Se resta confinata nella burocrazia, perde la sua forza trasformativa.

Dalle battaglie ambientaliste alle regole europee

Devigili ripercorre l’evoluzione di questo concetto, dalle prime battaglie ambientaliste fino alla stagione delle grandi regole europee. Oggi la sostenibilità è entrata nella legge: le imprese devono rendicontare le proprie emissioni, dichiarare l’impatto sociale, controllare la filiera. È un passaggio importante, perché per la prima volta ambiente ed economia sono collegati in modo esplicito.

Il rischio, tuttavia, è che tutto si trasformi in un esercizio formale. Il libro insiste su una distinzione chiave: raccontare ciò che si fa non equivale a cambiare davvero il modo in cui si produce. La sostenibilità autentica nasce prima dei documenti. Nasce quando un’impresa si chiede quale sia il proprio ruolo nella società, quale contributo positivo possa offrire oltre al profitto.

 

La formula” in quattro parole

Da qui nasce la formula proposta nel volume, sintetizzata in quattro parole: alleanze, innovazione, responsabilità, scopo.

Tradotto in termini semplici: nessuna azienda può affrontare da sola le grandi sfide ambientali; servono collaborazioni vere. Servono idee nuove, prodotti e processi meno inquinanti. Serve una cultura interna che metta al centro le conseguenze delle proprie scelte. E serve uno scopo chiaro, una ragione d’essere che vada oltre il guadagno immediato.

Non è un discorso idealista. L’autore conosce bene il mondo delle imprese e riconosce le difficoltà del momento. Molte aziende lamentano un eccesso di burocrazia e costi. La stessa Europa ha recentemente rinviato alcune scadenze per alleggerire il carico normativo – si pensi alla crisi dell’automotive. Ma questo rallentamento non significa che il problema ambientale sia sparito. Le temperature continuano a salire, le risorse naturali si riducono, le disuguaglianze crescono.

Oltre la sostenibilità di facciata

Il punto centrale è proprio questo: la sostenibilità non è una moda politica, ma una necessità legata ai limiti del pianeta. Le regole possono cambiare, essere corrette o semplificate. La realtà dei fatti, invece, resta.

Il libro invita quindi a superare l’idea di una sostenibilità “di facciata”. Pubblicare un bel rapporto patinato non basta se l’azienda continua a operare come prima. Allo stesso tempo, non serve demonizzare il mercato: l’impresa può essere parte della soluzione, se sceglie di innovare e di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni.

In definitiva, il messaggio è chiaro e comprensibile anche ai non addetti ai lavori: la sostenibilità non è un costo imposto dall’alto, ma un’occasione per ripensare il modo in cui produciamo e consumiamo. Non è solo un dovere verso l’ambiente, ma anche un investimento sul futuro.

La domanda che resta, alla fine, è semplice: vogliamo limitarci a rispettare le regole, oppure vogliamo cambiare davvero?

 

Danilo Devigili, La formula della sostenibilità, Egea, Milano 2026, pp. 147, euro 20.