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La Ue a 9 Paesi tra cui l’Italia: stop ai controlli alle frontiere interne

Roma, 2 giu. (askanews) – La Commissione europea ha raccomandato a diversi Stati membri – tra cui l’Italia – di eliminare i controlli alle frontiere interne nell’areqa dell’Unione europea per privilegiare una cooperazione regionale più “efficace”.

Negli ultimi mesi, diversi Paesi avevano annunciato la reintroduzione o il mantenimento dei controlli alle frontiere interne in Europa, in nome della lotta all’immigrazione illegale o alla minaccia terroristica: oltre all’Italia, l’Austria, la Danimarca, la Francia, la Germania, i Paesi Bassi, la Slovenia, la Svezia, così come la Norvegia (che non fa parte dell’Ue ma dell’area Schengen).

In via eccezionale e temporanea, gli stati membri possono reintrodurre questi controlli tra Paesi vicini europei quando devono fronteggiare una grave minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza interna, ha sottolineato Bruxelles. Tuttavia, la Commissione ha ribadito il suo attaccamento al principio della libera circolazione all’interno dello spazio Schengen.

La Commissione europea ha insistito inoltre sulle conseguenze negative di questi controlli interni, in particolare per i lavoratori transfrontalieri. In queste condizioni, la Commissione ha raccomandato agli Stati interessati di eliminare progressivamente i controlli alle frontiere interne, grazie alla cooperazione regionale.

Secondo Bruxelles, esistono alternative più efficaci, come “i controlli di polizia non sistematici, l’identificazione biometrica mobile o le tecnologie di tracciamento dei veicoli”.

L’Ue ha poi sottolineato l’entrata in vigore del patto su asilo e migrazione, una normativa che “fornirà agli Stati membri strumenti più efficaci per affrontare gli spostamenti non autorizzati nello spazio Schengen”.