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Lagarde: lascio la Bce con 9 mesi di anticipo per esprimermi più liberamente

Milano, 5 nov. (askanews) – “Abbiamo già alzato i tassi due volte, a giugno e a settembre. Alla nostra ultima riunione, una settimana fa, abbiamo deciso all’unanimità di tenerli fermi: tutti erano d’accordo, anche se abbiamo discusso se alzarli di nuovo. Ma abbiamo ritenuto di essere ben posizionati per aspettare e vedere quali numeri, dati e informazioni arriveranno, che confermeranno o smentiranno le nostre proiezioni”. Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde, dialogando con il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana all’incontro promosso dall’Osservatorio for Indipendent Thinking a Piazza Affari, davanti a oltre 600 studenti. “Rivedremo le proiezioni a dicembre. Da qui a dicembre avremo molti indicatori che ci aiuteranno davvero a determinare se un rialzo sia necessario per centrare il nostro obiettivo”.

Sull’inflazione al 4% nell’area euro, con l’Italia un po’ più in alto, Lagarde ha usato un’immagine: “È come il motore di un’auto, bisogna aprire il cofano e guardare cosa la sta causando. Al momento ciò che causa questi numeri, troppo alti rispetto al nostro obiettivo, è prevalentemente l’energia. In Italia l’energia è aumentata di oltre il 20% a ottobre su ottobre dell’anno scorso, e poiché l’energia entra in tutto ciò che facciamo ha spinto tutti i prezzi oltre il 5%. Lo stesso vale per l’intera area euro: costi dell’energia +18%, inflazione al 4%”.

“Probabilmente, e dico un grande ‘probabilmente’ perché le cose cambiano estremamente in fretta, continuerà così finché non emergerà un effetto base, ma continuerà così per un certo periodo”, ha aggiunto la presidente della Bce.

“Prima di tutto, avrei finito comunque a ottobre, perché questa è la regola: come presidente della Bce si ha un mandato di otto anni, non rinnovabile né prorogabile. Quello che ho fatto è stato anticipare di nove mesi quell’uscita ineluttabile. Perché? Perché nelle circostanze attuali, in Europa e altrove, voglio poter esprimere in modo più indipendente opinioni in cui credo fermamente” ha detto la presidente Lagarde, che lascerà l’incarico il 7 febbraio 2027 con nove mesi di anticipo rispetto alla scadenza.

“Voglio poter partecipare a dibattiti che non riguardano la politica monetaria. Non soddisferò la vostra curiosità, perché non so esattamente che cosa farò, ma sono certa di voler restare libera e indipendente in quello che faccio e in quello che dico”, ha aggiunto Lagarde rivolgendosi agli oltre 600 studenti in sala. “Sarò un’eroina del vostro programma di libertà di pensiero ed espressione”.

“La Banca centrale europea è estremamente indipendente. L’indipendenza è scritta nel Trattato. Nessun leader, che sia il Presidente Mattarella, il Presidente Macron o la Presidente Meloni, può farmi una telefonata per dire ‘perché non alzi i tassi?’, o più probabilmente ‘perché non tagli i tassi?’. Non lo fanno perché sanno di non poterlo fare”. Lagarde ha riconosciuto i limiti strutturali dell’istituzione: “Siamo un’istituzione giovane, abbiamo un mandato unico e autorità fiscali diverse in ciascuno degli Stati membri, non c’è un’unica autorità fiscale”. Ma, ha avvertito, “dobbiamo fare molta attenzione che la politica monetaria e il nostro obiettivo monetario siano dominanti, e non possiamo lasciare che considerazioni fiscali interferiscano con il nostro unico obiettivo di un’inflazione al 2% nel medio termine e con la nostra indipendenza”.