Roma, 5 nov. (askanews) – Sarà presentato al 44esimo Torino Film Festival nella sezione Zibaldone “Audrey La Mer”, il nuovo film di Levi Riso, con Dario Guidi, Gregorio Arcieri di Rauso e Sara Serraiocco. Nel cast anche Max Werner Krause, Anna Ferruzzo, Matilde Piana, Francesca Antonelli, Luisa de Santis, Laura Mazzi, Federico Tocci, Francesco Centorame, e con Pia Lanciotti, Margherita Vicario e con la partecipazione straordinaria di Massimo Ranieri.
Nella Roma occupata del ’43 una giovane donna, Audrey La Mer, canta canzoni spensierate per alleviare ai passanti la realtà fatta di freddo, fame, paura mentre suo figlio Mirò raccoglie le offerte. Ma nessuno dei due è ciò che sembra. Audrey nasce Giuseppe Macaluso e nella nativa Sicilia si esibiva sui palcoscenici vestito da sirena. Il bambino si chiama Elia ed è miracolosamente scampato al rastrellamento del ghetto del 16 ottobre. Entrambi in fuga, aiutandosi, coltivano un sogno. Lei, entrare a Cinecittà e diventare un’attrice del cinema; lui di ritrovare la sua famiglia. Il destino metterà a dura prova le loro aspirazioni: occorrerà un sacrificio perché Audrey compia nella vita vera la sua interpretazione più bella.
“Pensavo di fare un film sul passato, ma presto ho capito che stavo facendo un racconto sull’oggi. Ho sentito il bisogno di raccontare due esseri umani che, nella Roma occupata del 1943, trovano nella fantasia e nella cura reciproca una forma di resistenza – ha raccontato Levi Riso. Da una necessità di sopravvivenza nasce, giorno dopo giorno, un legame autentico e profondo, capace di trasformare due solitudini in una famiglia. Per raccontare questa storia, ho compreso che avrei dovuto partire da me stessa: dai ricordi dell’infanzia, dal rapporto con mia madre, dalle lettere che il mio prozio omosessuale, confinato durante il fascismo, scriveva a mia nonna, e dalla mia esperienza di donna transgender. Non un film in costume, ma un’opera che mette a nudo il presente, raccontando ciò che sopravvive al tempo e ciò che, tragicamente, continua a ripetersi. Perché le discriminazioni, la paura dell’altro e la violenza contro chi è percepito come diverso non appartengono soltanto al passato. E perché, allora come oggi, riconoscersi nell’umanità dell’altro può diventare il più radicale degli atti di resistenza” ha detto.
Levi Riso, nata a Catania nel 1983, ha esordito nel lungometraggio con “Più buio di mezzanotte”, presentato nel 2014 alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes. Nel 2017 ha diretto “Una famiglia”, in concorso a Venezia. Con “Audrey La Mer” torna alla regia esplorando l’identità, la libertà individuale e il rapporto tra vicende personali e storia.

