Roma, 6 ago. (askanews) – Con l’ok al ddl coltiva Italia e il rinvio della legge sul cinema a settembre, anche la Camera va in vacanza. L’appuntamento è tra un mese circa, il 9 settembre con una sfilza di decreti da convertire. Anche se, alla ripresa, gli occhi saranno puntati soprattutto sul Senato, che ha chiuso per ferie ieri, ma vedrà i componenti della commissione Affari Costituzionali tornare tra i banchi già i primi di settembre per un esame lampo della legge elettorale attesa in aula il 9 settembre con un timing già scandito che porterà all’approvazione finale il 15.
La data cerchiata in rosso è quella del primo settembre quando è stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti alla legge elettorale sia in commissione che in aula, una modalità inedita che però conferma l’intenzione di Fdi di inviare il testo alla Camera per la terza lettura a metà mese. A Montecitorio è probabile che la riforma fortemente voluta dalla premier Giorgia Meloni approdi il 30 settembre in aula in modo da avere i tempi contingentati a ottobre e approvarla definitivamente prima dell’avvio della legge di bilancio che quest’anno avrà il suo iter principale proprio alla Camera.
Dopo l’accordo siglato nel centrodestra per l’introduzione delle preferenze, sarà presentato un emendamento unitario di maggioranza identico a quello firmato alla Camera solo da Fdi, Noi Moderati e Udc poi bocciato col voto segreto. Salvo un lieve ritocco sull’alternanza di genere: il candidato immediatamente successivo al capolista bloccato deve essere di genere diverso dal capolista. Un ritocco che però non aggiunge nulla alla presenza femminile visto che i candidati successivi al capolista – unico nome bloccato – saranno eletti in ordine di preferenze conquistate e non a scorrimento. La lieve modifica è destinata a far discutere perché ritenuta da diverse parlamentari comunque penalizzante rispetto all’obbligo in vigore con il Rosatellum secondo cui nessuno dei due generi può superare il 60% dei capilista a livello nazionale.
Se il Senato partirà con lo sprint sulla legge elettorale, l’aula di Montecitorio dovrebbe riprendere da dove ha sospeso: con il testo unico sul cinema che, assicura il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, “sarà approvato definitivamente dall’Aula durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il 9 settembre: un bel segnale a tutta la categoria e un forte significato simbolico”. Per il resto alla Camera settembre sarà un mese di decreti. Ne esaminerà ben tre in prima lettura: quello sullo svolgimento dei procedimenti civili e penali a seguito del crollo dell’immobile degli uffici giudiziari di Bolzano, da inviare al Senato, con scadenza il 21 settembre. Poi ci sarà il decreto prezzi dei carburanti e ILVA, sempre da inviare al Senato. Nel provvedimento, che scade il 25 settembre, confluiranno anche la proproga del taglio approvata dal Consiglio dei ministri del 4 agosto scorso. Non è escluso tuttavia un nuovo Cdm agostano che intervenga per rinnovare il taglio delle accise che scade il 25 agosto. Altro decreto atteso alla Camera quello sulla Pubblica amministrazione e per i campi flegrei colpiti dal recente sisma.
Al Senato toccherà l’esame in prima lettura del decreto sull’obbligo di compostabilità di alcune tipologie di imballaggi approvato nell’ultimo Cdm del 4 agosto. Quindi dovrebbe arrivare l’ok alla delega al governo sull’energia nucleare sostenibile, già approvata alla Camera e il via libera al collegato alla manovra in materia di agricoltura, il cosiddetto Coltiva-Italia approvato alla Camera prima di andare in ferie.
Nel mese di chiusura, si approfitterà di un restyling dell’impianto video dell’aula della Camera. L’anno scorso la pausa estiva era stata dedicata al cambio dei microfoni nell’emiciclo, quest’anno sarà la volta delle telecamere. Sarà istallato un impianto più moderno, in alta risoluzione.
