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Le capitali europee si preparano ad un possibile attacco ibrido dalla Russia

Roma, 7 ott. (askanews) – I governi dell’Unione europea stanno preparando in modo sempre più concreto la risposta a un eventuale grande attacco ibrido capace di provocare numerose vittime, mentre cresce la preoccupazione per una serie di episodi attribuiti alla Russia. Lo scrive Politico, segnalando che i colloqui tra gli ambasciatori dei 27 si sono intensificati nelle ultime settimane, ma stanno facendo emergere anche divisioni sul ruolo dell’Ue in materia di sicurezza e sul rischio di sovrapposizioni con la Nato.

Secondo Politico, le discussioni si sono svolte anche in formato ristretto, senza telefoni né assistenti, e hanno acquisito maggiore urgenza dopo il ritrovamento in agosto di un drone carico di esplosivo all’aeroporto di Lipsia. Un incontro tra ambasciatori della scorsa settimana si sarebbe concentrato in particolare sullo scenario di un attacco con molte vittime.

“Ci dobbiamo preparare a qualcosa di serio”, ha affermato un alto diplomatico europeo. “Purtroppo Lipsia ci ha mostrato che un incidente molto grave, qualcosa che provochi più vittime, non è fuori discussione”. Un altro funzionario Ue ha osservato che, considerata la portata delle operazioni russe, “prima o poi ci saranno vittime” e che finora è stata “pura fortuna” evitarle. Le ipotesi allo studio comprendono il dispiegamento di squadre di risposta alle emergenze, l’utilizzo rapido di fondi europei a sostegno dello Stato colpito e il coordinamento della comunicazione tra i vertici delle istituzioni Ue.

Il confronto è però accompagnato da forti riserve in alcune capitali, che temono una duplicazione delle funzioni della Nato. “Se c’è confusione o sovrapposizione, si rischia di rallentare il processo decisionale, e questo ha conseguenze perché il tempo è sempre essenziale”, ha avvertito Oana Lungescu, ex portavoce della Nato e oggi ricercatrice al Rusi.

Un ulteriore problema riguarda la condivisione di informazioni sensibili. Diversi diplomatici hanno espresso dubbi sulla sicurezza delle comunicazioni all’interno dell’Ue e sul rischio di fughe di notizie. “Il mio governo è molto diffidente nel condividere intelligence sensibile nel Coreper o persino nella sala dei leader”, ha affermato un diplomatico di un Paese del fianco orientale.

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha proposto un “protocollo di sicurezza d’emergenza” e la creazione di un “Consiglio europeo di sicurezza”, iniziative che dovrebbero confluire nella nuova Strategia europea di sicurezza attesa per l’inizio di novembre. Alcuni governi ritengono tuttavia che l’Ue disponga già di strumenti adeguati, come il meccanismo Ipcr di risposta politica integrata alle crisi.

Il dibattito riguarda anche la divisione dei compiti con la Nato. Secondo Lungescu, in caso di attacco con molte vittime l’Alleanza dovrebbe concentrarsi sulla condivisione di intelligence e sulla deterrenza militare, mentre l’Ue potrebbe occuparsi della risposta civile. “Francamente, Putin non si preoccupa se le decisioni vengono prese dal Coreper 2 o dal Consiglio Nord Atlantico”, ha osservato. “Non è così che ragiona Mosca”.