Roma, 7 ott. (askanews) – Christa Pike, la detenuta del Tennessee sopravvissuta la scorsa settimana a un’esecuzione con iniezione letale, ha ripreso conoscenza ed è in grado di parlare. Lo hanno riferito, secondo quanto riporta il Washington Post, i suoi avvocati, precisando che resta sottoposta a cure mediche intensive e che la prognosi non è ancora chiara.
“Il suo recupero è senza precedenti dal punto di vista medico”, hanno affermato i legali Randy Spivey, Kelly Gleason, Stephen Ferrell e Luke Ihnen. “Come minimo, ci aspettiamo una lunga convalescenza”.
Le autorità del Tennessee avevano tentato di giustiziare Pike, 50 anni, il 30 settembre. La procedura, che normalmente dura pochi minuti, si era protratta per oltre un’ora. Secondo i testimoni, la donna aveva continuato a muoversi, respirare e russare anche dopo la somministrazione endovenosa di due dosi letali di pentobarbital.
Pike era stata quindi trasferita d’urgenza in ospedale, dove il giorno successivo risultava incosciente e collegata a un ventilatore. I suoi avvocati avevano riferito che era arrivata con entrambe le braccia “gonfie, ustionate e coperte di vesciche”.
I legali hanno rinnovato la richiesta al governatore del Tennessee Bill Lee di commutare la condanna a morte in ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. Lee aveva respinto la domanda di clemenza nei giorni precedenti l’esecuzione.
Dopo il fallimento della procedura, il governatore ha sospeso le esecuzioni nello Stato e ordinato una revisione indipendente dei protocolli. L’episodio ha inoltre portato alle dimissioni del responsabile del sistema carcerario del Tennessee.
Pike era stata condannata a morte per l’omicidio, avvenuto nel 1995, della diciannovenne Colleen Slemmer. Secondo l’accusa, Pike e altri due adolescenti avevano attirato la ragazza in una zona boschiva di Knoxville, dove l’avevano picchiata, torturata e uccisa.

