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Le performance di High Tide a Fondazione ICA Milano

Milano, 10 ott. (askanews) – Negli spazi della Fondazione ICA Milano si è tenuta High Tide, una serata dedicata alle performance di Emma Dotti, Chiara Sibilla e Sabrina Zanolini a cura della critica e curatrice Cloe Piccoli. High Tide riflette sull’idea di trasformazione e adattamento del genere umano per la propria sopravvivenza nell’antropocene in cui il cambiamento climatico e l’ipercapitalismo rischiano di rendere il corpo umano inadeguato e superfluo. Le tre artiste, che hanno studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera, indagano le criticità dell’anatomia umana attraverso le loro pratiche performative. Nella sala centrale al primo piano Harmonic Fight di Chiara Sibilla nel tempo concentrato di dieci minuti sostituisce il direttore d’orchestra con un arbitro di pugilato. Al centro del ring due atleti combattono indossando due armoniche a bocca modificate: l’emissione d’aria varia al variare dei colpi e lo sforzo fisico diventa l’unico strumento di composizione. In Delle corporee differenze essenziali Emma Dotti su dei trampoli in equilibrio precario proclama una personale interpretazione del saggio settecentesco dell’anatomista Pietro Moscati sulla postura eretta. Nella performance la verticalità della figura umana appare non una dote naturale, ma una faticosa conquista culturale. Nelle quattro salette del corridoio le sculture di Sabrina Zanoli, moduli di legno e PVC, sembrano rulli per controlli bagagli aeroportuali in attesa in cui luci e movimenti di parti di corpi umani svolgono una coreografia organizzata, ma instabile in cui il corpo umano sembra costretto e adattato.

Fondazione ICA Milano ringrazia Banca Intesa Sanpaolo, sponsor ufficiale della Fondazione, Valsoia ed Enel per il supporto alla programmazione e alle attività di ICA Milano.