Una campagna elettorale già cominciata
L’eccitazione degli animi è un ingrediente fondamentale per serrare le fila della propria tifoseria, predisponendola al confronto e, se necessario, anche allo scontro. È il clima che si respira leggendo le notizie che riempiono le testate giornalistiche da un mese a questa parte, per una campagna elettorale latente che si preannuncia lunga e logorante, soprattutto per le nostre menti.
E poco conta se, per rastrellare qualche voto in più, si devono evocare paure e fantasmi inesistenti; poco conta se in modo artificioso si cambiano le priorità di una scuola pensando di vietare degli inesistenti burqa, dimenticando invece di stanziare urgentemente risorse per manutenere e non far degradare ulteriormente il patrimonio edilizio scolastico.
Gli allarmi che fanno notizia
Ma la manutenzione non fa notizia e non porta voti, come invece si riesce a fare lanciando un «allarme di invasione islamica»; un allarme che ovviamente non esiste, se non nella testa di qualche prezzolato comunicatore incaricato di generare e diffondere paura a piene mani.
Se oggi esiste una presenza della quale ci si dovrebbe occupare maggiormente è invece quella di alcune confessioni appartenenti alla galassia evangelica, all’interno delle quali è stato sdoganato l’odio razziale e il disprezzo per la diversità di ogni genere. Ma anche in questo caso fa più notizia puntare il dito su realtà che garantiscono una maggiore visibilità, determinata da una diversità di lingua o di colore della pelle.
Il fantasioso «mondo meloniano»
Ma nel fantasioso «mondo meloniano», dove tutto va bene — purtroppo non è così per il resto del mondo — può accadere anche che si festeggi il fatto che i carburanti costino oltre il trenta per cento in più rispetto all’inizio dell’anno, con le inevitabili ricadute sui prezzi di tutti gli altri beni di consumo.
Sempre in quel fantasioso mondo si cerca di far passare l’idea che la legge elettorale sia la priorità per un Paese nel quale, in quattro anni, non è stata fatta una riforma per andare incontro alle esigenze di famiglie e imprese, mentre è aumentato il numero delle persone in condizioni di povertà e sono cresciute le differenze tra le diverse classi sociali.
E il centrosinistra tarda
In questa difficile situazione il centrosinistra tarda a mettere in campo un programma che da mesi viene annunciato ma non scritto. E, nonostante questo ritardo, la segretaria del Pd sembra aver fretta di andare a elezioni politiche anticipate, pur non avendo ancora sciolto importanti nodi come alleanze, programma e leader.
C’è il legittimo dubbio che il virus del «mondo fantasioso» sia contagioso e si sia insinuato anche tra le fila delle opposizioni. E c’è anche la legittima preoccupazione che le stesse forze di opposizione facciano confusione tra una lodevole attività di testimonianza e la doverosa battaglia politica per cambiare il governo di questo Paese.
Per costruire una proposta di governo — diceva Aldo Moro — è necessario coniugare i valori e le idee con il realismo. I buoni insegnamenti non invecchiano mai e restano sempre validi.

