HomeAskanewsLegge elettorale, tensione al Senato. Bocciate le pregiudiziali, le opposizioni: incostituzionale

Legge elettorale, tensione al Senato. Bocciate le pregiudiziali, le opposizioni: incostituzionale

Roma, 9 set. (askanews) – Tensione nell’aula del Senato, impegnata nella discussione delle pregiudiziali di costituzionalità al testo di legge elettorale, quando interviene il senatore di Fdi Marco Lisei con botta e risposta tra le opposizioni e il presidente del Senato Ignazio La Russa.

“Nessuno sapeva chi fosse Giuseppe Conte quando fu scelto, ricordo che da chi vi siede ora accanto, colleghi M5s, fu definito premier Pincopallo perchè nessuno lo conosceva” attacca Lisei scatenando le proteste delle opposizioni che si rivolgono al presidente dell’aula, Ignazio La Russa. “Ho sentito di peggio” commenta La Russa che poi richiama la senatrice Cinquestelle Barbara Floridia: “Non può intervenire ogni volta che sente qualcosa che non le piace… Dovete consentire a chi non la pensa come voi di esprimere le sue opinioni, fate esercizio di ascolto”.

Nel frattempo, sono state bocciate dall’aula del Senato le quattro pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni – Pd, M5s, Avs e Iv – alla riforma della legge elettorale il cui esame è iniziato oggi, senza mandato al relatore .

Le opposizioni accusano la maggioranza di centrodestra di aver scritto una legge elettorale “anticostituzionale” con “l’obiettivo di arginare le forze politiche” al di fuori dell’attuale centrodestra, ovvero il ‘fattore’ Vannacci. Inoltre secondo il senatore Avs Peppe De Cristofaro con questo testo “si fa rientrare dalla finestra il premierato che era stato messo alla porta”. “Vi siete ritagliati addosso una legge elettorale incostituzionale” ed “ora siccome è comparso all’orizzonte Futuro nazionale state chiusi a via della Scrofa pensando a come rimediare”, osserva la senatrice M5s Alessandra Maiorino.

“Il problema del Paese non è il caro benzina, non sono le guerre, ma è la legge elettorale. I tempi ci hanno costretto ad arrivare in aula oggi con un testo non chiuso”, insiste Maiorino. Per Andrea Giorgis, capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali, “questa destra vuole imporre la riforma del Premierato attraverso la riscrittura della legge elettorale e in particolare attraverso l’introduzione di un premio fisso di 35 senatori e 70 deputati alla coalizione che supera il 42%, l’abolizione dei collegi uninominali, l’ulteriore estensione delle liste bloccate e l’indicazione del capo della coalizione”.

Intanto, nella sede di Fdi a via della Scrofa, riunione dei tecnici di maggioranza sulla legge elettorale. “C’è ormai un accordo sostanziale su tutto, discutiamo dei dettagli”, ha detto Alessandro Battilocchio, deputato di Fi, entrando nella sede di Fdi. A chi gli ha domandato se ci fosse la possibilità di una modifica della soglia per ottenere il premio dal 42 al 41 per cento, Battilocchio ha risposto: “Ma non cambia la sostanza”.