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sabato, 21 Febbraio, 2026
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Libertà, giustizia sociale, desiderio: i legami che reggono la civiltà

Mutamenti accelerati e crisi persistenti impongono alla sinistra e alla società contemporanea di ricomporre l’unità tra libertà e giustizia sociale e tra desiderio umano e libertà.

Mi è capitato di riprendere in mano un mio libretto del 2022 (sono trascorsi ormai ben quattro anni): Quale faro per la sinistra? La sinistra italiana tra XX e XXI secolo. E immediatamente ho colto un paradosso: proprio nell’epoca degli “anni-secoli”, come la definiva Piero Angela, nella quale in pochi mesi avvengono cambiamenti estesi e profondi paragonabili a quelli che, fino al XIX secolo, richiedevano cent’anni, le questioni cruciali restano le stesse.

In particolare, due binomi inscindibili emergono con forza sia dal mio piccolo testo sia dai fatti di oggi, pubblici e privati, interni e internazionali: libertà e giustizia sociale, desiderio e libertà.

Libertà e giustizia sociale

Autocitarsi può non essere elegante; qui, però, lo trovo opportuno. Ascoltiamo brevemente: «Con Sandro Pertini al Quirinale milioni di italiani dei diversi orientamenti politico-elettorali e quasi l’intero “popolo di sinistra” imparano davvero che libertà e giustizia sociale sono un binomio inscindibile. Però gli Ottanta sono stati anche gli anni nei quali la distanza fisiologica tra parole e cose, tra annunci e comportamenti si trasformava in un abisso: da un lato, ad esempio, i proclami sulla Grande riforma delle istituzioni e della politica, dall’altro le pratiche e le miserie di un riformismo senza riforme». La situazione odierna non è poi troppo diversa.

Desiderio e libertà

Ed eccoci all’altro binomio. «Ancor oggi, in effetti, oggi più che mai, anzi, si rincorrono e paiono quasi sovrapporsi in tragica sequenza le notizie di femminicidi e di stragi familiari. Notizie di donne stuprate, da noi e nell’Ucraina invasa dai russi, come nelle mille, piccole “Ucraine” sparse nel globo». E poco dopo, a commento di un brano di Luce Irigaray, scrivevo: «Proprio Afrodite finisce per divenire l’incarnazione dell’amore come libertà e desiderio umano. Già: desiderio e libertà come binomio inscindibile». Desiderio senza libertà, per contro, comporta violenza, dolore, sopraffazione, negazione della differenza.

Un orizzonte di verità nella vita quotidiana

E come non concludere con le parole – quasi un canto, insieme amaro e speranzoso – di Raniero La Valle? «[…] e se c’è un aggiornamento dei linguaggi di verità e un più ricco annunzio della fede, vediamo che cosa tutto ciò può voler dire nella vita quotidiana, nel fare nuova la vita di tutti». Qui, credo, torniamo ai due binomi.

Libertà e giustizia sociale. Desiderio e libertà. Due nessi inseparabili che interrogano la politica, la cultura e la coscienza civile, chiedendo di essere tradotti in pratica quotidiana e responsabilità condivisa.