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L’invito di Macron fa colpo, Trump entusiasta della cena a Versailles (e resta fino alla fine del G7)

Roma, 17 giu. (askanews) – Donald Trump si è mostrato particolarmente entusiasta di essere invitato questa sera alla Reggia di Versailles, vicino a Parigi.

“Mi piacciono i bei posti. Versailles non è oro placcato, è roba seria”, ha dichiarato con evidente soddisfazione il 47esimo presidente degli Stati Uniti, noto per il suo gusto per il lusso e le decorazioni dorate, di cui non fa mistero nemmeno nell’arredamento della Casa Bianca.

“Il presidente francese, che peraltro è una persona molto gentile, mi ha invitato a cena a Versailles”, ha dichiarato martedì a margine della riunione del G7 a Evian-les-Bains, sulle rive del Lago di Ginevra. Il miliardario repubblicano, partito da Washington nella tarda notte di domenica dopo aver festeggiato il suo 80esimo compleanno con un grande spettacolo di MMA nei giardini della Casa Bianca, ha riconosciuto che questa cena nei pressi di Parigi lo costringerà nuovamente a lasciare la Francia a un’ora molto tarda.

“In ogni caso, non sono un grande dormiglione”, ha scherzato. In Francia, gli oppositori di Emmanuel Macron gli rimproverano di aver organizzato questa cena “in grande stile” per compiacere Trump. “Bisogna imparare definitivamente a vivere senza Trump”, ha protestato su X Jean-Luc Mélenchon, candidato della sinistra radicale alle elezioni presidenziali francesi del 2027.

“Non si tratta di una cena di gala”, ha replicato il capo dello Stato francese. “È una cena per celebrare i 250 anni dell’indipendenza americana, perché la Francia ha avuto un ruolo” in questo, ha aggiunto.

Macron non ha nascosto l’obiettivo implicito dell’iniziativa: fare in modo che Trump, che l’anno scorso aveva lasciato prematuramente il vertice del G7 in Canada, “resti fino alla fine”. A Parigi si sottolinea che proprio a Versailles, nel 1778, re Luigi XVI ricevette Benjamin Franklin e concesse il sostegno militare francese all’indipendenza degli Stati Uniti d’America. Fu inoltre lì che nel 1783 fu firmato il trattato che sancì l’indipendenza americana.

Le autorità francesi promettono una cena di lavoro “sobria” tra le delegazioni dei due presidenti.