Roma, 21 mag. (askanews) – La dimensione digitale in Italia “è diventata parte integrante della vita quotidiana” e ormai influenza “relazioni, lavoro, apprendimento e partecipazione. Le competenze digitali, tuttavia, risultano ancora distribuite in modo diseguale, con divari territoriali e generazionali. L’uso intensivo dei social media, soprattutto tra i più giovani, presenta aspetti problematici che si riflettono sul benessere psicologico, con segnali di maggiore vulnerabilità tra le ragazze”. Lo rileva l’Istat nel Rapporto annuale 2026, presentato oggi.
“Nel 2024 – ricorda l’Istituto – il 95,3 per cento degli utenti di Internet di 11 anni e più ha utilizzato i social media almeno una volta, e l’81,8 per cento lo ha fatto quotidianamente”.
“Il 5,0 per cento degli utenti di Internet di 11 anni e più presenta un profilo di utilizzo ‘problematico’ dei social media, avendo sperimentato comportamenti disfunzionali. Il fenomeno è nettamente più diffuso tra i giovani: 11,1 per cento tra i 15-17 anni e 10,5 per cento tra i 18-24 anni. Il divario di genere è particolarmente accentuato tra gli adolescenti: tra i 15-17enni il 15,5 per cento delle ragazze presenta un ‘uso problematico’, contro il 7,0 per cento dei coetanei maschi”, conclude l’Istat.
