La rimonta che cambia la partita
Sembrava una strada in discesa per Flávio Bolsonaro. Il figlio dell’ex presidente Jair, vincitore del primo turno del 4 ottobre, appariva favorito nella corsa alla presidenza del Brasile. A tre settimane di distanza, lo scenario è cambiato. Luiz Inácio Lula da Silva ha recuperato terreno e il ballottaggio di oggi si annuncia incertissimo.
Gli ultimi sondaggi indicano una sostanziale parità tecnica. La rimonta è significativa, anche se non basta a garantire la vittoria del presidente uscente. La sfida resta aperta e saranno probabilmente gli indecisi e gli astenuti del primo turno a determinarne l’esito.
La marea rossa di Copacabana
A rendere visibile il nuovo clima è stata la grande manifestazione di Rio de Janeiro. Decine di migliaia di persone hanno invaso il lungomare di Copacabana, trasformando la penultima giornata elettorale di Lula in una dimostrazione di forza popolare.
Una folla festosa, con giovani, lavoratori e famiglie, ha accompagnato il presidente ottantenne. Lula ha invitato i sostenitori a convincere gli indecisi e a riportare alle urne quanti avevano disertato il primo turno. La campagna si è poi conclusa a San Paolo, sull’Avenida Paulista.
Due idee di Brasile
La posta in gioco supera la competizione tra due personalità. Lula rivendica le politiche sociali, la difesa dell’istruzione pubblica e il ruolo dello Stato nella riduzione delle disuguaglianze. Bolsonaro propone una linea più dura sulla criminalità, tagli alla spesa pubblica e la continuità con l’impostazione conservatrice del padre.
Il presidente uscente, tuttavia, deve fare i conti con le critiche per il costo della vita e la sicurezza. Non è soltanto una sfida ideologica: gli elettori chiedono risposte concrete a problemi quotidiani.
Il voto che può sorprendere
Bolsonaro ha scelto Belo Horizonte, nel decisivo Minas Gerais, per l’ultimo confronto con gli elettori. Lula ha puntato invece sull’entusiasmo ritrovato della sua base.
La rimonta del presidente uscente rappresenta già un risultato politico. Ma la partecipazione alle manifestazioni non coincide necessariamente con il consenso nelle urne.
Il Brasile resta profondamente diviso e la vittoria, chiunque la conquisti, non cancellerà questa frattura. La vera prova sarà governare un Paese che ha bisogno di ritrovare fiducia nelle istituzioni e una prospettiva condivisa.

