HomeAskanewsMaltrattamenti e condizioni estreme per animali in un Circo del Lazio

Maltrattamenti e condizioni estreme per animali in un Circo del Lazio

Roma, 15 lug. (askanews) – Per giorni le telecamere di LAV e Fondazione Franz Weber hanno seguito nel Lazio, a Viterbo in particolare, il Circo Rony Roller, per mostrare i movimenti s frutto di stress, condizioni di detenzioni non idonee alla natura degli animali, gabbie minuscole che intrappolano per ore o giorni gli animali, bastonate, calci e colpi inferti agli animali durante le fasi di spostamento degli animali. Tutto questo è ciò che avviene al di fuori del tendone, mentre al suo interno sono stati filmati numeri ed esercizi umilianti e contrari alla natura degli animali: lo denuncia Lav in un comunicato, fornendo anche materiale video e fotografico, dato in esclusiva a Fanpage.

Dalle immagini raccolte presso il Circo Rony Roller emerge come gli animali vengano strattonati e rincorsi dagli operai o dagli addetti agli animali, talvolta con l’utilizzo di uno strumento simile a una frusta, si legge nel comunicato.

Stando alle immagini, scrive Lav, l’ippopotamo non ha a disposizione la vasca con l’acqua, mentre la mancanza di idratazione può comportare lesioni cutanee che provocano dolore all’animale e lo espongono al rischio di infezioni.

Sempre stando alle immagini, Lav riporta comportamenti stereotipati, ovvero movimenti ripetitivi spesso indicativi di uno stress sperimentato dall’animale. Nel circo in questione si osservano stereotipie nella leonessa e in un asino, in particolare nel momento in cui si trova in un recinto temporaneo prima dell’esibizione.

Accanto al disagio psicologico, si aggiunge il potenziale disagio fisico. In questo caso, infatti, si possono osservare alcuni cavalli molto magri, potenzialmente denutriti.

Infine, secondo quanto registrato, si può osservare una gestione dei contatti tra animali e pubblico potenzialmente critica. Durante la visita al “parco zoo”, ovvero durante l’esposizione in esterna degli animali a riposo dagli spettacoli, alcuni animali, in particolare lama e cammelli, vengono tenuti liberi in mezzo alle persone. Inoltre, non sembra esserci controllo fra il pubblico esterno e gli animali. Risulta visibile, ad esempio, una bambina che dall’esterno lancia indisturbata oggetti all’ippopotamo. Questa condizione, oltre a rappresentare un potenziale stress per gli animali, è rischiosa per gli esseri umani: animali selvatici tenuti in cattività possono essere portatori di malattie trasmissibili all’uomo e potrebbero esprimere comportamenti aggressivi o tentare di fuggire.

Ma il Circo Rony Roller non vive di soli biglietti al botteghino: è finanziato attraverso il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV) del Ministero della Cultura con 19.789,56 euro assegnati nel 2025 per le attività circensi, insieme ad altri 12.345,50 € sottoforma di fondi per i progetti speciali, ricorda Lav.

“Il ministero della Cultura, nella persona del ministro Giuli e del sottosegretario Cannella, finanziando il Circo Rony Roller sono al corrente di ciò che finanziano? Sanno dove vanno a finire i fondi pubblici da loro elargiti? Ce lo chiediamo da anni, auspicando una loro decisa presa di posizione per dire basta all’uso e allo sfruttamento degli animali nei circhi. Lo strumento per fermare tutto questo ce l’hanno ed è l’attuazione della legge delega 106/2022 che scade il 31 dicembre prossimo”, ha dichiarato Felicetti presidente di LAV.

“Vedendo queste immagini viene da chiedersi se gli amministratori locali, che continuano a permettere ai circhi di attendare nelle loro città, davvero vogliono garantire al loro territorio e ai loro cittadini un trattamento simile? È davvero questo il servizio pubblico che alcuni Sindaci riservano ai loro concittadini?”, ha aggiunto il presidente di Lav.

Quanto ripreso nel Lazio non è un caso isolato. Per settimane, mesi, i 19 circhi attualmente attivi in Italia sono stati monitorati e filmati durante le tournée in 9 regioni. Le telecamere di LAV e Fondazione Franz Weber hanno girato l’Italia per mostrare quello che è stato definito il “sistema circhi”.

La decisione di LAV e Fondazione Franz Weber di monitorare i circhi con animali in Italia è arrivata a dopo aver ricevuto in forma anonima le immagini registrate in 4 mesi di infiltrazione nel Circo Medini, tra gennaio e maggio di 2026. Consapevoli che il Medini non sarebbe stato un’eccezione, LAV e Fondazione Franz Weber hanno voluto mostrare quello che hanno definito “Il sistema circhi”.

Due situazioni diverse – il Medini in cui un infiltrato anonimo ha mostrato il vero volto di uno dei circhi più famosi d’Italia, e i 19 circhi con animali attualmente attivi sul territorio italiano ripresi durante le attività degli spettacoli. Tutto il materiale è stato dato in esclusiva a Fanpage.it per l’Italia, ricorda Lav.

“Per la prima volta una persona è riuscita ad infiltrarsi in un circo in Europa. Per 4 mesi ha registrato immagini sia durante gli spettacoli, ma soprattutto nel dietro le quinte del circo portando in luce un quadro di violenze e umiliazioni. Di fronte a queste immagini nessuno potrà più dire che il circo è uno spettacolo culturale. Da anni come LAV chiediamo al Governo di mettere fine a tutto questo, ma nessun Ministro e nessun Governo ha ancora avuto il coraggio di dire ‘Basta agli animali nei circhi’. Oggi chiediamo nuovamente al Ministro Giuli e al Sottosegretario alla Cultura Cannella che firmino finalmente l’attuazione della Legge delega sullo spettacolo, più volte rinviata, con lo stop all’uso degli animali nei circhi, come già fatto da oltre 50 Paesi in tutto il mondo. Solo così sarà possibile rilanciare davvero un settore da anni in crisi, con le esibizioni artistiche senza animali che già hanno tanto successo”, hanno dichiarato LAV e Fondazione Franz Weber.

Dalle immagini sono visibili chiaramente animali che sembrano essere in stato di denutrizione, dromedari che per essere spazzolati vengono tirati per la coda o a cui viene strappato con forza il pelo, assenza di alcuni arricchimenti ambientali fondamentali per gli animali come, ad esempio, la vasca ripiena di acqua per l’ippopotamo, animali tenuti in sosta sull’asfalto o con un piccolo strato di paglia che lo copre.

LAV ha già provveduto a denunciare alle autorità competenti quanto emerso da questi video a tutela di animali e persone.

Più di 20 Paesi in Europa hanno già vietato l’uso di animali selvatici nei circhi, tra cui la Svezia, l’Austria, la Grecia, il Belgio, i Paesi Bassi, la Spagna, la Francia, il Portogallo e il Regno Unito. Nel 2022 l’Italia ha emanato la legge delega n. 106 che prevede il superamento dell’utilizzo degli animali nei circhi. Tuttavia, contrariamente ad altri paesi e fortemente in contrasto con la posizione dell’opinione pubblica, sono ormai quasi 4 anni che la sua attuazione viene rimandata”.

È il momento di compiere un passo definitivo: chiediamo di attuare la Legge con la proibizione totale dell’uso di animali nei circhi.