Roma, 27 ott. (askanews) – Simonetta Matone, deputata ed ex giudice, è passata con Forza Italia lasciando la Lega e in un’intervista al Corriere della Sera ribatte a quelle che definisce “cattiverie gratuite”. “Certo, non è così – risponde alla domanda se l’addio sia dovuto alla volontà di ottenere un’elezione sicura alle prossime politiche -. Quando mi sono candidata alla Camera la prima volta, ho avuto uno dei collegi più insicuri. Non ne faccio un problema di poltrona. La mia è stata una scelta di politica”.
I motivi dell’addio vanno ricercati, spiega Matone, nel suo dissentire sulle posizioni del Carroccio “su Kiev e sovranismo”. “Non sono ‘Alice nel paese delle meraviglie”, altrimenti non avrei potuto fare per 40 anni il magistrato. In questa fase della mia vita, nella quale mi sto occupando di politica, ho capito che la parola ‘sovranismo’ viene usata principalmente come slogan elettorale”, osserva. E sul fatto che soffrisse un dualismo sulla giustizia con la collega Giulia Bongiorno, ribatte: “Falso. Cattiveria gratuita: con la senatrice Bongiorno, nelle rare volte che ci siamo confrontate, non ho mai avuto motivi di contrasto”.
Infine quanto all’ingresso in Forza Italia ‘benedetto’ da Gianni Letta, oltre che dal leader azzurro Antonio Tajani, la parlamentare risponde che “conosco da molti anni Gianni Letta con il quale ho avuto l’onore di collaborare nelle mie precedenti esperienze di governo, come tecnica. So che mi stima e questo mi basta”.

