Home GiornaleMedioccidente, un’analisi suggestiva di Giuseppe Lupo

Medioccidente, un’analisi suggestiva di Giuseppe Lupo

Un libro che attraversa luoghi, esperienze e pensieri per indicare un Occidente alternativo, fondato su prossimità, memoria e responsabilità, oltre la crisi del modello dominante. La presentazione a Taranto il prossimo 15 aprile.

L’ampio successo di critica e di adesioni, certamente non formali, da parte di chi ha avuto modo di impegnarsi nella lettura di Medioccidente. Unalternativa geografica, politica, culturale (Marsilio editore) motiva il Centro di Cultura Giuseppe Lazzati, ad insistere, perché non sfugga l’appuntamento del prossimo 15 aprile (v. locandina).

Desidereremmo essere sicuri di non perdere e non far perdere un’occasione d’incontro, di confronto importante, certamente carico di nuova visione, di nuovo pensiero, di nuovo inizio, soprattutto per chi anela e lavora al superamento epocale della pluricrisi planetaria che ci attanaglia.

Un libro necessario, tra esperienze e luoghi

Medioccidente è un libro necessario, generativo, di prossimità. Un’empatia di testimonianze, di esperienze di luoghi, di carismi: Venezia, Praga, Istanbul, Maratea, San Giovanni in Fiore, Urbino e poi Olivetti, Illich, Milani, Lapira, Dolci, Le Corbusier, De Carlo, Don Giovanni Rossi, etc. Nuclei e semi di un Occidente diverso.

Una ricognizione di grumi, di cellule rigenerative, non esaustiva, che va ancora di più esplorata e perseguita (questo è un compito che ci interpella e ci impegna!) perché l’Occidente ha bisogno di essere diverso dall’attuale esito.

Il modello, oggi dominante, non esprime, deforma quello che l’occidente dovrebbe essere: l’auspicato Medioccidente. L’Occidente sotterraneo, che sospende ogni relazione di dominio, ogni istanza di potenza, ogni riduzionismo, ogni paradigma insopportabile (vinco io, perdi tu!) ha bisogno di rivelarsi per liberare ciò che è già. Il tutto per una nuova narrazione, per il non ancora che preme.

Il futuro anteriore come chiave interpretativa

Di fronte ad un Occidente che annaspa; c’è un altro Occidente, quello del futuro anteriore, quello dell’avrò fatto.

Non è un’acrobazia, è una diversa intelligenza della storia, quella lineare: intercettare semi già piantati per un futuro, che potrebbe essere già iniziato.

Una grande operazione culturale e storiografica: l’antropologia del futuro anteriore. Nel futuro, quello che già c’è nel passato sospeso…occultato, ma vivo. È questa l’operazione di Giuseppe Lupo, recuperare una memoria, dando indizi certi e sicuri, non solo storici.

A margine, dieci parole nel loro interagire per disegnare il Medioccidente: persona, comunità, responsabilità, solidarietà, etica, sacralità, memoria, dialogo, contaminazione, terza via. Le categorie del nuovo inizio epocale.

Giuseppe Lupo si rivela davvero uno scrittore civile, uno scrittore civile, che ci induce ad una visione complessa, non lineare, ad un impegno cognitivo non da poco, ad operare e ad agire per una democrazia culturale e per una diplomazia di comunità e di popoli.

Domenico Amalfitano, parlamentare dc dal 1976 al 1992, è stato sottosegretario al Ministeroo della pubblica istruzione nei governi Craxi e Fanfani (1983-1987). Oggi presiede il Centro di cultura per lo sviluppo Giuseppe Lazzati APS – ETS Taranto