HomeAskanewsMeloni: sostegno a Kiev non è alternativa alla pace, la rende possibile

Meloni: sostegno a Kiev non è alternativa alla pace, la rende possibile

Roma, 14 ott. (askanews) – “Il Consiglio europeo vedrà in apertura il confronto con il presidente Zelensky. Siamo ovviamente al tema dell’Ucraina. La Russia ha avviato la sua nuova campagna d’aututunno contro l’Ucraina, incapace di avanzare sul fronte Mosca ha iniziato a colpire sempre più duramente la popolazione civile”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle sue comunicazioni in aula al Senato in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre.

“Centrali elettriche, condomini, ospedali, persino gli autobus che portano le persone al lavoro come nell’orrenda strage di Kramatorsk. È una strategia – ha aggiunto la premier – con la quale la Russia punta a piegare il popolo ucraino con il terrore, il freddo e il buio, semplicemente perché non è riuscita a piegarlo sul campo di battaglia”.

“La posizione del Governo non cambia. Sostegno a Kiev, con particolare attenzione alla popolazione civile, pressione su Mosca e unità euro-atlantica rimangono i pilastri della nostra azione”, ha proseguito Meloni, sottolineando: “I fatti smentiscono la propaganda del Cremlino. Dall’inizio dell’anno Mosca ha guadagnato pochissimo terreno e nel solo mese di settembre ha perso buona parte di quanto aveva preso”. Un risultato, ha spiegato, della resistenza “degli ucraini e del sostegno dell’Occidente, compreso di chi continua a ritenere che questo sostegno sia l’unico strumento efficace che abbiamo per portare la Russia a un tavolo negoziale serio. So che su questo il dibattito è acceso anche in quest’aula, anche all’interno degli schieramenti. Lo rispetto e perfino lo comprendo perché nessuno in quest’aula vuole la guerra, tutti vogliamo che si arrivi alla pace, la differenza è su come pensiamo che ci si arrivi”, ha aggiunto la premier.

Ma “la maggiore flessibilità per difesa e sicurezza significa essenzialmente risorse aggiuntive rispetto a quelle consentite dai parametri europei. Non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola: se non li spendessimo per la difesa, non potremmo spenderli per altro. Chi racconta che più sicurezza significa meno ospedali, risorse distratte dai servizi essenziali da un governo di guerrafondai, mente sapendo di farlo”. “Tanto più se gli stessi che oggi ci accusano dall’opposizione, quando erano al governo approvavano – in piena pandemia – un aumento delle spese militari da circa 15 miliardi di euro. E allora non c’era neanche la guerra in Ucraina”, ha aggiunto.

La premier è intervenuta anche in merito all’accordo Usa-Russia sul gasolio: “Dobbiamo considerare anche l’intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. È una scelta che considero molto rischiosa”. “Chiaramente tutti comprendiamo, e condividiamo, l’esigenza di contenere i prezzi dell’energia che pesano su famiglie e imprese, anche in Italia. Ma dobbiamo essere consapevoli che l’impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari. Una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria: sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative”.