Angela Merkel torna a parlare e il suo intervento pesa sul difficile confronto interno alla CDU. Nell’intervista a Johannes B. Kerner, ripresa ieri dalla stampa tedesca, l’ex cancelliera affronta le questioni che dividono il partito dopo le pesanti sconfitte in Sassonia-Anhalt, Meclemburgo-Pomerania Anteriore e Berlino.
AfD e Linke, due questioni differenti
Merkel conferma la validità delle deliberazioni che escludono collaborazioni con Alternative für Deutschland e Die Linke. Ma introduce una distinzione fondamentale.
Alla Linke rimprovera soprattutto l’ostilità verso la NATO, giudicata inaccettabile nell’attuale situazione internazionale, e denuncia il problema dell’antisemitismo nella sua organizzazione berlinese.
Diverso il giudizio sull’AfD. Qui la distanza investe i fondamenti stessi della convivenza democratica: il tentativo di dividere la società e mettere in discussione la dignità delle persone. Per questo, spiega, il rifiuto di collaborare con l’estrema destra si colloca su un piano ancora più radicale.
Che cosa significa «CDU pur»
Ma il passaggio politicamente più significativo riguarda la formula CDU pur, letteralmente «CDU pura», utilizzata nel dibattito sul ritorno a un’identità cristiano-democratica più marcata.
Merkel ne contesta una lettura riduttiva, prevalentemente economica. La CDU non può identificarsi soltanto con gli interessi delle imprese o con una politica favorevole al mercato.
La sua vocazione storica è un’altra: costruire ponti tra lavoratori e imprenditori, città e campagne, cittadini di lunga appartenenza e persone con una storia migratoria.
È il richiamo alla Volkspartei, il grande partito popolare interclassista, capace di rappresentare interessi differenti e ricondurli a una comune responsabilità politica.
La sfida aperta nel partito di Merz
Il messaggio arriva mentre Friedrich Merz deve fronteggiare una crisi che non è soltanto elettorale. Nella CDU si discute della strategia verso l’AfD, ma soprattutto della perdita di consenso e della progressiva erosione della sua tradizionale funzione di partito popolare.
Merkel invita a non ridurre la politica alla denuncia degli avversari. Occorre spiegare agli elettori che cosa rappresenta la CDU e perché merita fiducia.
Dietro queste parole riaffiora la lezione di Adenauer: tenere insieme le radici conservatrice, liberale e cristiano-sociale.
Non è una disputa nostalgica. È la questione decisiva per il futuro della democrazia cristiana tedesca: tornare a essere un grande partito di integrazione sociale oppure restringersi a rappresentare soltanto una parte della società.

