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lunedì, 16 Febbraio, 2026
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Messina al voto: le dimissioni a sorpresa del sindaco Basile

Una scelta anticipata che rompe gli schemi della politica locale e rilancia una chiamata alla responsabilità civica, alla partecipazione popolare e a un nuovo metodo autonomistico capace di incidere sul futuro della Sicilia.

La scelta di Federico Basile di dimettersi con anticipo da sindaco di Messina è una delle decisioni più rilevanti che la politica siciliana abbia preso dai tempi di Piersanti Mattarella, quando l’allora neo-eletto presidente della Regione stabilì che la Sicilia avrebbe, innanzitutto, dovuto avere le “carte in regola”.

Un gesto che richiama la lezione di Piersanti Mattarella

Come infatti il leader democristiano spiegò non solo alla maggioranza di “solidarietà autonomistica” che lo appoggiava al governo ma soprattutto all’opinione pubblica dell’intera Isola, non sarebbe stato possibile affrontare le battaglie politiche, economiche, sociali, culturali e perfino geopolitiche senza una scelta strategica del popolo siciliano: abbandonare furberie, tornaconti e individualismi che logoravano il sistema democratico, rendendolo incapace di garantire i diritti di cittadinanza. In altri termini, per dirla con le parole del suo maestro Aldo Moro, riscoprire il “senso del dovere”.

Non una fuga, ma una chiamata alla svolta

Le dimissioni del sindaco di Messina, a circa un anno e mezzo dalla scadenza del mandato, lungi dal costituire una fuga dalle responsabilità o un gesto di arroganza nell’esercizio del potere — come denunciano i partiti tradizionali senza apparente seguito nell’opinione pubblica — esprimono nel profondo il senso di una chiamata alla svolta sia per i cittadini messinesi sia per quella parte delle forze politiche che ancora intendono rappresentarli.

Certo, la mancanza in consiglio di una solida maggioranza può avere inciso sulla decisione, soprattutto in una fase topica per l’incidenza dell’azione amministrativa sul piano regionale e nazionale. Ma ritenere questa la ragione determinante, come sostengono i partiti del polo destrorso, significa non comprendere le nuove dinamiche politiche innescate a Messina dall’esperienza avviata da Cateno De Luca.

Il valore strategico delle dimissioni

Le motivazioni della svolta impressa da Basile non sono strumentali né opportunistiche. Il loro significato ha un valore strategico: una chiamata alla responsabilità politica della cittadinanza.

Dopo oltre un settennio di governo caratterizzato da risultati significativi e da un soggetto politico percepito come nuovo, trasparente e intemerato, la comunità messinese è ora chiamata a fare propria la strategia di cambiamento, diventandone titolare effettiva. Ciò implica un ritorno alla partecipazione popolare, alla cittadinanza attiva, alla discussione pubblica e alle scelte comuni: in una parola, alla pratica di una democrazia rinnovata, capace di attrarre soprattutto le nuove generazioni.

Oltre il populismo: una sfida alla politica

Occorre tuttavia evitare equivoci. Non si tratta della solita chiamata populistica che, negando il ruolo dei corpi intermedi, mira a instaurare un rapporto plebiscitario con la città per fini politici superiori.

Le dimissioni di Basile rappresentano invece, insieme all’appello ai messinesi perché si coinvolgano in una nuova politica autonomistica, innovativa e comunitaria, una sfida aperta a tutte le forze politiche. Esse sono chiamate non solo a riconoscere quanto già realizzato, ma soprattutto a confrontarsi con il progetto di cambiamento messo a punto in questi anni.

Un possibile modello per la Sicilia

Il progetto avviato a Messina attende ora di essere portato a compimento per diventare modello di riferimento per il rinascimento della Sicilia e per una nuova fase di sviluppo del Paese. Ciò non significa richiedere un consenso passivo dei partiti tradizionali, ma aprire alla possibilità di modifiche e contributi, a condizione che vengano rispettati il nuovo metodo dell’agire politico e gli obiettivi finali.

Un gesto politico dal significato “rivoluzionario”

In conclusione, la decisione di Federico Basile di dimettersi anticipatamente da sindaco di Messina rappresenta un vero atto “rivoluzionario”. È riduttivo banalizzarla con narrazioni consunte che ormai servono solo a incantare gli stessi incantatori.

Il gesto — per così dire “regale”, da Basileus — del primo cittadino di Messina reca con sé un messaggio di grande disponibilità politica e una proposta di rinnovamento che merita di essere compresa nella sua portata storica.

Perché questa interdipendenza operativa sia strutturale, il setting distrettuale di prossimità va progettato come un’organizzazione di processo: regole comuni di accesso e stratificazione, valutazione multidimensionale e piano unico, interoperabilità informativa, équipe stabili, connessioni operative con servizi comunali e rete territoriale. Solo così i passaggi diventano fluidi e gli interventi possono essere attivati con tempi allineati.

In mancanza di questi presupposti, l’ambizione riformatrice si riduce a gesto simbolico: una nuova insegna su vecchi silos. Più offerta percepita, stessa frammentazione subita.