Milano, 4 nov. (askanews) – La vittoria dei Democratici in entrambe le Camere del Congresso riduce alcune incertezze che pesavano sui mercati, ma non ne cambia i driver di fondo: crescita, inflazione, tassi e deficit continueranno a contare più dell’esito elettorale. È il filo comune dei primi commenti degli analisti alle midterm, mentre le Borse europee festeggiano con rialzi fra l’1% e il 2%, con Milano (+2,2%) e Madrid (+2,9%) in evidenza, e i futures di Wall Street sono positivi (Dow Jones +1,6%, Nasdaq +1%). In rialzo l’euro sul dollaro a 1,125, e i rendimenti obbligazionari in Europa (Btp al 4,42% con spread a 110 punti). Trend analogo per i futures dei Treasury Usa con il decennale al 4,91%. In calo il petrolio con il Brent a 102,1 dollari (-1,4%), corrono oro a 4.047 dollari (+2,7%) e argento a 51,8 dollari (+4,2%).
Per Equita il voto è un “cleaner event”: volatilità nel breve, ma view positiva confermata. Il controllo democratico del Congresso dovrebbe limitare nuove misure espansive, riducendo il deficit atteso e il premio a termine sui Treasury, mentre aumenta la tutela dell’indipendenza della Fed e cala il rischio di escalation sui dazi. Per Allianz Global Investors la conquista democratica “porterà più scontro politico che cambiamenti di sostanza”: i Democratici restano sotto le soglie per superare l’ostruzionismo al Senato e aggirare il veto di Donald Trump, ma potranno frenare l’amministrazione tramite audizioni, nomine e finanziamenti. Per T. Rowe Price i listini avevano già scontato il governo diviso: implicazioni “più politiche che di mercato”.
Senza sostegno bipartisan, osserva Vontobel, un’ulteriore espansione fiscale è meno probabile, ma la Casa Bianca potrebbe ricorrere di più ai poteri esecutivi su dazi, sanzioni e politica estera, e una linea più dura verso l’Iran è un rischio concreto per petrolio e inflazione. Primo banco di prova la scadenza dei finanziamenti federali dell’11 dicembre: per AllianzGI il rischio di shutdown resta alto, perché i Democratici potrebbero rinviare i negoziati di bilancio al nuovo Congresso, in carica dal 3 gennaio.
Il tema più sensibile per Wall Street è l’intelligenza artificiale. I data center sono stati centrali in campagna, ricorda Ing, con i Democratici su una linea più rigorosa: dato che una parte significativa della crescita Usa dipende dal boom dell’IA, politiche più restrittive potrebbero diventare un freno. Per Mirabaud Asset Management gli investimenti legati all’IA “sono diventati più vulnerabili”, mentre Equita ritiene che la rilevanza strategica del settore resti bipartisan.
Sui Treasury gli effetti sono contrapposti: i vincoli alla spesa possono ridurre i rendimenti, ma “bloccare nuova spesa non equivale a ridurre il deficit esistente”, nota Vontobel, e per T. Rowe Price il disavanzo resterà intorno al 5,7% del Pil nel 2027, con una Fed che continuerà ad alzare i tassi. A livello settoriale, difesa e finanziari potrebbero sottoperformare, mentre sanità e beni di consumo di base beneficiano di un’agenda attenta al costo della vita. Il dollaro appare più debole nel breve, con sostegno all’oro, e se gli investitori cercheranno diversificazione fuori dagli Usa, conclude AllianzGI, Europa e parte dell’Asia potrebbero beneficiarne: più probabile una rotazione fra regioni che un cambio di direzione dei mercati.

