HomeAskanewsMidterm, le sette sfide che decideranno il controllo del Senato

Midterm, le sette sfide che decideranno il controllo del Senato

Roma, 29 ott. (askanews) – A meno di una settimana dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, il partito democratico appare favorito per riconquistare la Camera, mentre la contesa per il Senato appare molto più incerta. Per strappare il controllo del Senato al Gop, i democratici devono conquistare almeno quattro seggi: al momento, infatti, i Repubblicani hanno una maggioranza di 53 seggi contro 47. Tuttavia, il crescente malcontento degli elettori nei confronti del presidente Donald Trump hanno reso incerte sfide elettorali anche in Stati tradizionalmente considerati roccaforti repubblicane.

Ad oggi i democratici risultano nettamente favoriti solo in uno Stato attualmente in mano ai Repubblicani: la Carolina del Nord, dove l’ex governatore democratico Roy Cooper è dato per favorito nella corsa contro il repubblicano Michael Whatley. Secondo il ‘Cook Political Report’, un’analisi indipendente, risultano invece molto incerte le sfide in altri sette Stati. Nel 2024 Trump ha vinto in sei di questi sette Stati, in cinque dei quali con un margine a doppia cifra.

Nella maggior parte di queste sfide, i Repubblicani stanno investendo più risorse dei Democratici, in particolare in Texas e Ohio.

Secondo le medie calcolate dal Washington Post sulla base degli ultimi sondaggi, i Democratici sarebbero in leggero vantaggio in tutte e sette gli Stati anche se, nella maggior parte dei casi, il distacco rientra nel margine di errore.

ALASKA

L’ex deputata democratica Mary Peltola sfida il senatore repubblicano Dan Sullivan, che punta a un terzo mandato in uno Stato duramente colpito dall’aumento dei prezzi del gasolio per il conflitto con l’Iran, e da altre difficoltà legate al costo della vita. La competizione è stata resa più complessa dalla candidatura di Daniel J. Sullivan Jr., un insegnante in pensione, il cui nome comparirà sulla scheda elettorale in virtù del particolare sistema elettorale dello Stato che ammette quattro candidati. I repubblicani hanno accusato l’insegnante di fungere da ‘esca’, inserita dai democratici per confondere gli elettori. Accusa che il diretto interessato ha respinto.

Nel 2024, Trump ha vinto in Alaska con un vantaggio di 13 punti percentuali.

IOWA

La deputata repubblicana Ashley Hinson sfida il deputato statale democratico Josh Turek in uno Stato che l’ex presidente Barack Obama aveva conquistato due volte, ma che sotto Trump si è spostato su posizioni più conservatrici.

Entrambi i candidati hanno cercato di convincere gli elettori di non essere vincolati al proprio partito o alla sua leadership. Hinson ha detto che sosterrà Trump su questioni come la sicurezza delle frontiere, ma che non esiterà a opporsi qualora ritenesse le sue politiche inadatte per l’Iowa. Turek, che sta facendo campagna elettorale in uno Stato che non elegge un democratico al Senato degli Stati Uniti da 16 anni, si è definito ‘orgogliosamente un moderato’, sostenendo che potrebbe arrivare ad accordi con Trump su diverse questioni.

In Iowa, gli agricoltori costituiscono un importante blocco elettorale e dipendono dal gasolio per alimentare i propri macchinari. A meno di due settimane dalle elezioni, il presidente ha annunciato lo stanziamento di 8 miliardi di dollari in pagamenti una tantum a favore degli agricoltori.

Nel 2024, l’Iowa ha votato per Donald Trump con un margine di 13,2 punti percentuali.

KANSAS

All’inizio dell’anno, nessuno dei due partiti riteneva competitiva la sfida in Kansas, lo Stato dove, da quasi un secolo, nessun democratico è riuscito a conquistare un seggio al Senato (l’ultima volta nel 1932). Tuttavia, i sondaggi indicano che Adam Hamilton, un democratico che si presenta come moderato, è impegnato in una sfida molto serrata contro il senatore repubblicano Roger Marshall.

I repubblicani hanno accusato Hamilton, pastore metodista a capo della più grande chiesa dello Stato, di fingere di essere un moderato, rilanciando sue vecchie dichiarazioni a sostegno del movimento Black Lives Matter e a favore di un percorso verso la cittadinanza per gli immigrati privi di documenti.

Nel 2024 Trump ha vinto in Kansas con un margine di 16 punti. I vertici del Partito Repubblicano hanno ammesso che la competizione è serrata, molto più di quanto avrebbero auspicato. Tanto da dirottare risorse dalla Carolina del Nord per sostenere Marshall, che nelle ultime settimane ha anche criticato l’operato dell’agenzia federale per l’immigrazione (Ice) nello Stato.

MAINE

La senatrice repubblicana Susan Collins punta a conquistare un sesto mandato in uno Stato che nel 2024 ha votato contro Trump. Collins verrà sfidata da Troy Jackson, un democratico dell’area progressista ed ex presidente del Senato statale, entrato in corsa solo a luglio, dopo che il candidato inizialmente designato, Graham Platner, si è ritirato per le accuse di violenza sessuale. Secondo i sondaggi, la sfida si preannuncia molto combattuta.

Il Maine è lo Stato che ha più subito le ripercussioni della guerra commerciale al Canada, tanto che la scorsa settimana l’amministrazione Trump ha annunciato la revoca per alcuni prodotti, a partire dal 30 ottobre, dei dazi al 50% imposti la scorsa estate, proprio per sostenere Collins.

MICHIGAN

Il Michigan è considerato dai repubblicani la migliore opportunità di conquistare un seggio dopo che l’establishment democratico non è riuscito a imporre il proprio candidato. Il progressista Abdul El-Sayed, figlio di genitori immigrati dall’Egitto ed ex funzionario della sanità pubblica, si è infatti imposto alle primarie tenute ad agosto e sfiderà l’ex deputato repubblicano Mike Rogers in quella che potrebbe rivelarsi la contesa più serrata dell’anno per un seggio al Senato attualmente in mano ai Democratici. Lo scorso fine settimana, sia Trump che l’ex presidente Barack Obama hanno fatto campagna elettorale in Michigan.

El-Sayed è spesso preso di mira dal presidente americano: nel comizio tenuto domenica a Port Huron, in Michigan, lo ha definito un ‘jihadista’. Rogers, ex agente dell’Fbi che è stato per 14 anni alla Camera dei Rappresentanti, ha cercato di prendere le distanze da Trump soprattutto riguardo alla guerra commerciale con il Canada, che sta creando problemi all’industria automobilistica, il motore economico del Michigan.

Nel 2024 Trump ha vinto con uno scarto di un punto percentuale.

OHIO

Il democratico Sherrod Brown punta a tornare al Senato dopo aver perso il seggio nel 2024, sfidando il senatore Jon Husted, nominato lo scorso anno al Senato per sostituire il vice presidente JD Vance. Il vincitore di questa elezione dovrà ripresentarsi alle urne nel 2028 per un mandato completo di sei anni.

La sfida in Ohio è diventata una delle più costose per il Senato a livello nazionale, con oltre 360 milioni di dollari spesi dalle due parti. Brown ha speso milioni di dollari in spot per attaccare Husted riguardo al suo sostegno alla realizzazione dei data center, mentre Husted ha criticato Brown per una carriera politica iniziata più di 50 anni fa.

Nel 2024 Trump ha vinto con un margine di 11 punti.

TEXAS

I Democratici non vincono un’elezione per il Senato in Texas dal 1988, l’anno prima della nascita del deputato locale, James Talarico, che sfida il procuratore generale repubblicano Ken Paxton in un Stato di orientamento conservatore che negli ultimi anni ha più volte infranto le speranze dei Democratici.

I repubblicani hanno già speso 300 milioni di dollari per mantenere il seggio, dopo che gli elettori hanno preferito Paxton, al centro di numerosi scandali, al senatore repubblicano in carica John Cornyn. Talarico ha definito Paxton ‘il politico più corrotto del Texas’, mentre Paxton ha attaccato Talarico per aver invitato gli americani a ridurre il consumo di carne e le emissioni di gas serra per contrastare il cambiamento climatico. ‘Petrolio. Carne bovina. Uno stile di vita – recita uno spot di Paxton – ma il radicale James Talarico vuole dare tutto alle fiamme’.

Nel 2024, Trump ha vinto in Texas con un margine di quasi 14 punti, conquistando forte sostegno anche dalla comunità latina che rappresenta circa un elettore su cinque in Texas. Tuttavia, le operazioni dell’agenzia per l’immigrazione e le dogane (Ice) potrebbero spingere molti di questi elettori verso Talarico.

(di Simona Salvi)