Roma, 23 ago. (askanews) – Braccio di ferro e duro botta e risposta tra la Sea Watch e il Viminale, dopo che la nave battente bandiera tedesca della Ong che conduce operazioni di soccorso migranti nel Mediterraneo è stata sottoposta ad un fermo di 45 giorni e ad una multa di 7.500 euro.
“Noi non collaboriamo con criminali e trafficanti. Il Governo italiano può dire lo stesso?”. È la domanda che Sea-Watch rivolge all’esecutivo dopo il fermo per 45 giorni della nave Sea-Watch 5 disposto dal Viminale con l’accusa di non aver cooperato con le autorità libiche.
“È vero: giovedì 13 agosto, dopo aver soccorso 6 persone in acque internazionali, abbiamo informato l’Italia e i Paesi europei limitrofi, ma non il cosiddetto centro di coordinamento per il soccorso marittimo libico, un’autorità fantoccio che serve a legittimare e rendere interlocutore accettabile quegli uomini e trafficanti che, poco dopo il soccorso, ci hanno puntato contro un fucile intimandoci di allontanarci dal ‘loro territorio'”, afferma l’ong chiamando direttamente in causa il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Sono queste le ‘autorità competenti’ a cui si riferisce il ministro Piantedosi? Le stesse a cui l’Italia ha versato un miliardo di euro in navi, fondi e addestramento, per poi vederle usare regolarmente per catturare e uccidere persone in mare, e riportarle nei lager gestiti dai trafficanti?”.
“L’Italia e l’Europa hanno dato, e continuano a dare, legittimità e protezione a questi criminali, trasformando il Mediterraneo in un far-west”, prosegue Sea Watch citando anche “personaggi come Bija, Almasri e Saddam Haftar”, ossia “criminali internazionali accusati, tra gli altri reati, di traffico di esseri umani, con cui il Governo italiano ha stretto, e continua a stringere, accordi”.
Sea-Watch critica inoltre la decisione di tenere ferma la nave per 45 giorni mentre, sostiene, “il 2026 si preannuncia già come l’anno più mortale dell’ultimo decennio”. L’Ong ricorda anche che “nello scorso fine settimana i nostri occhi e quelli di altri membri della società civile hanno visto 14 corpi senza vita galleggiare alla deriva, vittime di un altro naufragio fantasma”.
Per Sea-Watch, la scelta di fermare la nave rappresenta “una mossa di pura propaganda che fa comodo al Governo Meloni, per raccontare una fantomatica gestione delle frontiere che, in realtà, non va oltre i tweet dei suoi Ministri”.
L’ong critica infine anche la gestione europea della migrazione, sostenendo che il Governo italiano abbia spinto “nei mesi scorsi, per l’approvazione del Patto europeo su migrazione e asilo, un regolamento che ora altri Stati membri usano per rimandare in Italia i cosiddetti ‘dublinanti’, come se queste persone fossero pacchi da scambiarsi tra nazioni”.
Da Sea-Watch, infine, un attacco politico all’esecutivo: “Da un Governo incapace di rispondere ai problemi reali degli italiani, tra benzina alle stelle e stipendi fermi da trent’anni, non ci si può aspettare di più. I fischi di Taranto spaventano? Dategli più propaganda anti-ong”.
Dall’altro campo, la posizione è semplice: “45 giorni di fermo e 7 mila e 500 euro di multa per la Sea Watch 5. La nave, battente bandiera tedesca, ancora una volta non ha rispettato gli obblighi di legge previsti durante le operazioni in mare. Una grave violazione della normativa: le attività di soccorso in mare devono essere gestite e coordinate dagli Stati competenti, non dalle ONG”. Lo scrive su X il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
