Roma, 16 mag. (askanews) – Salim El Koudri, 31 anni, una laurea in economia e nessuna occupazione stabile, poco dopo le 4 di pomeriggio di sabato 16 maggio 2026 ha compiuto il più grave fatto che Modena ricordi. La città della lirica, del cibo di qualità, della bella letteratura e patria del Tricolore, è stata sconvolta dall’azione inspiegabile della Citroen C3, grigio metallizzato, guidata da El Koudri. All’altezza di Porta Bologna, in mezzo ad un incrocio tra via Garibaldi e la via Emilia la macchina ha speronato a tutta velocità le persone che aveva di fronte. Puntando il marciapiede, passando dentro ad un’area pedonale con tanti in bicicletta, alcuni a passaggio con il cane, ed altri con le buste della spesa, turisti.
Almeno 7 persone sono state colpite così, falciate come fili di grano. Scorrere le immagini delle telecamere a circuito chiuso, che rimbalzano sui social network, è terribile. Perché si immagina il dolore e lo sgomento provato da chi tranquillo stava solo camminando. Se l’auto che piomba tra la folla potrebbe lasciar spazio ancora al dubbio, i gesti successivi compiuti da El Koudri indicano agli inquirenti quale strada percorrere per offrire un perché alla giustizia che dovrà essere compiuta. Il ragazzo, un passato ricovero al centro di igiene mentale, dopo l’urto e lo stop definitivo della macchina, ha provato a scappare. A chi gli gridava ‘cosa hai fatto? Cosa hai fatto?’ ha risposto tirando fuori un coltello e colpendo a caso. L’ottava persona è stata ferita, così, alle braccia.
La corsa a piedi di El Koudri è durata non oltre 100 metri. Lo hanno preso alcuni cittadini e gli agenti di una volante della Polizia. Non è arrivata nessuna imprecazione. E’ una scena silenziosa quella che si osserva. La stessa auto che portano via il ragazzo non accende subito le sirene. La confusione e la tragedia restano dietro l’angolo. Gli interrogativi arrivano tutti in questura dove El Koudri viene portato. Grazie alle verifiche dei documenti si ricostruisce il luogo di nascita, la nazionalità, l’abitazione, il passato. Si accerta così la residenza a Ravarino, un piccolissimo centro fuori Modena, sulla strada per Finale Emilia, un solo bar aperto al sabato pomeriggio. “La maggior parte qui lavorano nelle aziende per la lavorazione dei salumi o dei formaggi”, si spiega.
El Koudri era nato a Bergamo. Il suo cognome è di origine marocchina. Dalle indagini che verranno compiute sul telefono e su altri possibili supporti, trovati nell’abitazione si riuscirà ad avere un quadro più chiaro. Al momento c’è solo la nebulosa del può essere, delle verifiche che procedono a largo raggio. Gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia ed antiterrorismo di Bologna che coordineranno il lavoro degli investigatori della Polizia, della Digos, ma anche dei carabinieri, ripetono adesso che bisogno attendere.
Il presidente della Regione, Michele de Pascale, è chiaro: “Un gesto di una gravità inaudita. In queste ore di profondo dolore voglio esprimere, anche a nome della giunta e dell’intera comunità dell’Emilia-Romagna, la mia vicinanza alle persone ferite, alle loro famiglie e a tutte le persone coinvolte. Ringrazio i soccorritori, il personale sanitario, le Forze dell’ordine e i cittadini che, con coraggio e prontezza, hanno inseguito e fermato l’uomo, per l’intervento immediato e il lavoro delicatissimo che stanno svolgendo in queste ore. Siamo al fianco del sindaco Massimo Mezzetti e della comunità modenese”.
Il primo cittadino sottolinea che rappresenta una città che non si piega e che “dei quattro cittadini che sono intervenuti e hanno assicurato immediatamente l’uomo alla Polizia, due sono stranieri. Poi nei secondi successivi sono intervenuti altri cittadini, anch’essi stranieri, che operano commercialmente proprio in quell’area”. Insomma tutti “hanno dimostrato una lucidità, una prontezza di riflessi e un coraggio che vanno assolutamente riconosciuti”, ha proseguito il sindaco. “Sono anche il simbolo di una comunità che sa, anche in un momento così drammatico, reagire e unirsi”.
Le telefonate del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e della presidente del consiglio, Giorgia Meloni, hanno scandito il pomeriggio di Mezzetti. Il vertice in Prefettura, il contatto continuo con gli ospedali dove sono stati ricoverati i feriti, ogni cosa è stata controllata dal sindaco. Le dichiarazioni ai media appaiono quelle di una persona normale, sconvolta da un evento simile ad un terremoto. Lo stesso che ha colpito Modena oggi pomeriggio intorno alle 16.
