Milano, 10 giu. (askanews) – I Mondiali di calcio 2026 saranno i più grandi di sempre, ma l’impatto macroeconomico per Stati Uniti, Messico e Canada resterà relativamente contenuto. Secondo un report di Allianz Research, il torneo, allargato per la prima volta a 48 squadre (fra cui l’Iran), 104 partite e 16 città ospitanti, genererà nei mesi di giugno e luglio un impulso al Pil nordamericano stimato in 9,1 miliardi di dollari.
Il beneficio maggiore andrà agli Stati Uniti, che ospiteranno 78 partite su 104, inclusa la finale nell’area di New York: l’effetto sul Pil è stimato in 6,1 miliardi di dollari, pari a circa 0,1 punti percentuali di crescita trimestrale. Più contenuto in valore assoluto, ma più rilevante rispetto alla dimensione dell’economia, l’impatto in Messico, pari a 1,7 miliardi di dollari e 0,3 punti percentuali di Pil. Per il Canada il contributo atteso è di 1,3 miliardi, pari a 0,2 punti.
Allianz stima circa 6,5 milioni di presenze negli stadi durante le sei settimane del torneo, di cui 2,6 milioni di visitatori internazionali e 4 milioni di spettatori domestici. La spesa turistica complessiva legata all’evento dovrebbe raggiungere circa 8 miliardi di dollari, al netto degli effetti di sostituzione, con 6,8 miliardi di esportazioni turistiche e 1,2 miliardi di consumi interni.
Il torneo sarà però più un forte shock temporaneo di domanda che un vero motore strutturale di crescita. A differenza di Qatar 2022 o di altri grandi eventi, Nord America 2026 non richiederà nuovi stadi: tutte le sedi erano già operative e gli investimenti riguarderanno soprattutto ristrutturazioni, adeguamenti e infrastrutture di accoglienza. Questo rende l’evento più efficiente dal punto di vista del capitale investito, ma riduce l’effetto moltiplicatore degli investimenti.
I benefici si concentreranno soprattutto su turismo, trasporti, alberghi, ristorazione, retail e intrattenimento. Il settore alberghiero è indicato da Allianz tra i principali vincitori, con tassi di occupazione attesi tra il 90% e il 95% nelle città più esposte e aumenti delle tariffe del 15-20% in alcune sedi dopo il sorteggio. Le pressioni maggiori sono previste a Vancouver e Toronto, dove la capacità ricettiva è più limitata rispetto alle grandi città statunitensi.
Anche le compagnie aeree dovrebbero trarre vantaggio dal torneo, grazie alla domanda aggiuntiva su rotte domestiche e internazionali e a una capacità ancora vincolata. Secondo Allianz, la crescita programmata dei posti nel secondo trimestre 2026 è pari a circa l’1% negli Stati Uniti, allo 0,4% in Messico e al 2,1% in Canada, un contesto che potrebbe sostenere tariffe e ricavi unitari.
Non mancano però i rischi. L’evento si svolgerà su tre Paesi, con sistemi di visti, controlli di frontiera e procedure di ingresso differenti. Per Allianz, le barriere amministrative, in particolare negli Stati Uniti, potrebbero frenare parte dei flussi internazionali e ridistribuire la domanda verso Canada e Messico. Pesano anche possibili congestioni negli aeroporti, capacità alberghiera limitata in alcune città e costi di sicurezza.
Il report sottolinea infine che i ricavi commerciali della Fifa saranno molto superiori alle precedenti edizioni. Per il ciclo 2023-2026 il potenziale giro d’affari è stimato in 13 miliardi di dollari, contro 6,6 miliardi nel ciclo 2019-2022, grazie soprattutto a diritti tv, biglietti, hospitality, marketing e licensing. Per le economie ospitanti, invece, il Mondiale 2026 consegnerà vincitori settoriali chiari, ma un impatto complessivo limitato rispetto alla dimensione dei tre Paesi.
